Sarà Anno nuovo, forse …

L’analisi di Angelo Drusiani

“Caro amico , ti scrivo

Così mi distraggo un po’

….

L’anno che sta arrivando

Tra un anno passerà

Io mi sto preparando 

È questa la novità.”

Il pensiero va a ‘L’anno che verrà’ di Lucio Dalla. Oggi che il 2022 termina il suo percorso e cede il testimone ad un numero superiore, naturalmente, il 2023. Chissà che lettera si aspetta l’amico, in questo frangente. Che so, il calo del costo della vita, preceduto, forse dal ritorno del tasso d’inflazione a livelli ”umani”. In passato avremmo pensato alla fine delle ostilità nei vari focolai di guerra. Ora dobbiamo pensare che il focolaio è, ancora una volta, in una parte del vecchio Continente. E se tutto ciò accadesse, vivremmo il ritorno d’interesse nei confronti anche, ma non solo, dei mercati finanziari. Tanto vessati da inizio 2022, dopo anni di gloria, rivelatasi, a posteriori, effimera. Sì, effimera, come non di rado si verifica per i valori che caratterizzano gli scambi nei mercati finanziari, ma anche per una parte non secondaria degli aspetti che caratterizzano la vita. E ai quali non sempre ci si abitua. Anzi. 

Al tempo stesso, è pressoché ineluttabile che la vita riprenda il sentiero smarrito: lo è per l’uomo, per le sue idee, per il desiderio di progresso in ogni campo, seppure a costo anche di sacrifici per chi non riesce a tenere il passo. Perché già Dante pensava che “Chi si ferma è perduto”. Nel caso dei mercati finanziari, solo per un modesto volo a ritroso, non è l’uomo direttamente a perdere, ma tocca alle sue finanze soffrire. 

Elencare i guai dell’anno che sta passando sarebbe inutile e forse potrebbe generare un poco di tristezza. Proprio nella sera in cui le centinaia di migliaia di prenotazioni, per festeggiare il cambio della guardia tra due anni di trecentosessantacinque giorni cadauno, farebbero pensare che, in definitiva, “tutto va bene, Madama la Marchesa”. Anche se, almeno leggendo il testo della commedia, l’affermazione sembrerebbe ironica, perché si sarebbe al cospetto di una situazione tutt’altro brillante. La commedia, per fortuna, non è la vita. Semmai una sua rappresentazione, spesso, critica. Sia per mettere in mostra le fragilità dell’essere umano, sia, a volte, per esaltarne le capacità. Limitiamoci a quest’ultimo aspetto. In linea, peraltro, con il desiderio di festeggiare il 31/12. Giorno a cui la maggior parte delle attività imprenditoriali fa riferimento, per valutare il sentimento dell’annata che si chiude. Apposta è 31/12 e non 31 dicembre. Per mostrarlo più ragionieristico, che discorsivo. E scivolo, per l’ennesima volta, all’inferno. Quello dantesco, almeno per ora. Poi dove finirò non lo so. Manzoni scrisse “ai posteri l’ardua sentenza..:”  Dante, al ventiseiesimo Canto dell’Inferno, fa dire a Ulisse: “Considerate la vostra semenza / Fatti non foste a vivere come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza.” Ed è questa solenne affermazione che mi induce a pensare che, come ho ricordato sopra, la vita riprenda il sentiero smarrito: lo è per l’uomo, per le sue idee, per il desiderio di progresso in ogni campo, seppure a costo anche di sacrifici per chi non riesce a tenere il passo. Ed è la meta del prossimo anno! Non mi riferisco al campionato di Rugby, sia ben chiaro!

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