Terni, scaduti tutti gli ultimatum di Corridore. Riprendono gli incontri del Pd

Politica movimentata: gli sms del coordinatore di Bandecchi rimangono lettera morta, mentre l’incontro Azione-Pd è fissato per mercoledì

TERNI – «Se non rispondi entro domenica sei fuori dal progetto». Riccardo Corridore ha lanciato l’ultimatum ai consiglieri comunali con i quali dialoga da settimane e dai quali ha ricevuto, in alcuni casi, «una disponibilità di massima» per partecipare all’esperienza politica capitanata da Stefano Bandecchi.

La costituzione del gruppo a palazzo Spada però, non ha trovato risposte telefoniche. Nessuno dei consiglieri comunali raggiunto dallo stringente messaggino del coordinatore di Alternativa popolare, ha risposto in maniera affermativa. Anzi, nessuno ha digitato alcunché. Né sì né no.
L’ultimatum è dunque caduto nel vuoto come aveva anticipato Umbria7. Prosegue invece il lavoro di Corridore per la composizione delle tre liste civiche a sostegno di Bandecchi sindaco. Una di queste liste sarebbe interamente rosa, composta da sole donne impegnate nel lavoro, nell’associazionismo, nel volontariato. Per quanto riguarda le liste invece, Corridore al momento non ha lanciato nessun aut aut via whatsapp. Sta raccogliendo le indicazioni programmatiche  che verranno poi sintetizzate in un documento oggetto di un’apposita presentazione alla città.
E mentre Corridore si affida a caffè e aperitivi per comporre il quadro della alleanze, Pd e Azione preferiscono utilizzare metodi più collaudati in campo politico: per mercoledì è fissato incontro tra la delegazione di Azione-terzo polo e quella dei democratici. Particolarmente folta quest’ultima con almeno sei rappresentanti: i segretari Spinelli e Bellini,  il capogruppo comunale  Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis, il consigliere regionale Fabio Paparelli, il presidente Adriano Padiglioni.  Più modesta, numericamente parlando, la compagine di Calenda, che vedrà il segretario provinciale Marco Mazzalupi e quello comunale Valdimiro Orsini. Un tavolo particolarmente ampio per una intesa che al momento non si annuncia facile. Le “quotazioni”  danno maggiori probabilità all’intesa Pd-Azione, che a quella Pd-M5s.
Dopo la parziale schiarita di domenica, all’indomani dello scambio di accuse sulle parole pronunciate dal governatore Stefano Bonaccini, lunedì una nuova gelata: i Cinquestelle avrebbero chiesto al Pd di prendere posizione contro la «porcata» della fusione Asm-Acea, vista con benevolenza dai dem. La capitalizzazione di Asm da parte dell’azienda pubblica romana è infatti una delle mine che ha finora fatto saltare il campo largo ternano.

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