TERNI – La chiesa diocesana è in lutto per la morte dell’avvocato Nicola Molè, marito e padre, commendatore dell’ordine di san Gregorio Magno, intellettuale, cattolico appassionato, è stato un punto di riferimento per la comunità intera e per il laicato diocesano dal dopoguerra ad oggi, sia all’interno della Chiesa che nella città attraverso le sue molteplici forme di presenza e di servizio, principalmente nell’Azione cattolica dove è stato presidente diocesano della Giac dal 1951 al 1954, in seguito presidente diocesano e delegato regionale Aci dell’Umbria dal 1970 al 1980.
«Abbracciava e seguiva con passione e dedizione lo sviluppo della Chiesa cattolica dopo il Concilio Vaticano II ed è stato conoscitore attento della Dottrina sociale della chiesa».
Quando Papa Giovanni Paolo II mise mano alla sua prima enciclica pubblicata il 4 marzo 1979, chiese ad una manciata di vescovi di confrontarsi con personalità dei vari territori del Paese per capire quali fossero le tendenze della società in quegli anni. Ebbene monsignor Santo Quadri, vescovo di Terni dal 72 all’83, decide di rivolgersi a Molè. All’uomo che sapeva ascoltare e sintetizzare le problematiche di una comunità.
In diocesi è stato delegato per i problemi sociali e del lavoro durante l’episcopato di mons. Santo Quadri e tra coloro che prepararono la visita di papa Giovanni Paolo II a Terni e all’acciaieria. Presidente del consiglio pastorale diocesano ad inizio 2000 e membro della segreteria del Congresso dei laici, vicepresidente del comitato diocesano per il Giubileo del 2000, cofondatore della Unione Giuristi Cattolici Italiani di Terni, di cui è stato primo Presidente e Presidente Emerito e Vice Presidente.
È stato tra i fondatori di Radio Tna agli inizi degli anni Settanta, incaricato sempre da Santo Quadri per la comunicazione sociale, ambito che non ha mai abbandonato da allora ad oggi, scrivendo articoli ed editoriali per il settimanale cattolico regionale La Voce, per il Messaggero, per settimanali e riviste cattoliche, per la radio e partecipando a trasmissioni televisive e dibattiti, dove ha sempre dato il suo chiaro e appassionato contributo sui temi sociali, ecclesiali e politici.
L’impegno politico, lo ha visto consigliere comunale di Terni dal 1960 al 1970 e presidente della Provincia di Terni dal 1995 al 1999.
“Uno dei tanti” è la sua pubblicazione del 2013, che raccoglie memorie tra militanza religiosa e impegno politico, dove come storico e come credente, diventa esploratore attento e puntuale dei variegati scenari nazionali e locali, ecclesiali e civili, come laico che nella Chiesa, con gioia, vive la sua condizione laica ne ricorda i dinamismi spesso conflittuali, le elaborazioni teologiche e pastorali a seguito del Concilio Vaticano II, ripercorre la sua straordinaria avventura calata in un panorama amplissimo, aperto su tutti i fronti, dalla politica all’economia, dalla comunicazione ai partiti, dalla comunità ecclesiale alla società civile.
La sua ultima testimonianza, lucida commovente e incisiva, in occasione dell’incontro nella chiesa di san Lorenzo il 9 novembre 2022 “In vecchiaia daranno ancora frutti” organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio.


