TERNI- Appena due settimane fa sembrava esserci stata la svolta per Treofan. Una nuova offerta annunciata da UniCusano al tavolo dell’ex Mise il 13 gennaio, dopo l’esito negativo della due diligence: «Siamo disponibili, una volta ricevuta la documentazione complessiva e non frammentaria, a formulare una nuova offerta corredata da un nuovo piano industriale».
Si erano lasciati così, il presidente Bandecchi e il liquidatore Varazi, ma alla Pec inoltrata ad UniCusano in cui Varazi chiedeva al gruppo Bandecchi di elencare dettagliatamente i documenti necessari a completare l’analisi finanziaria e rideterminare offerta e piano industriale, non c’è mai stata risposta. Il ciclone che nel frattempo ha travolto UniCusano sembra aver sconquassato anche la posta elettronica: la corrispondenza si è fermata. Ed ecco così che ora si spera nella data del 10 febbraio, termine fissato per la presentazioni di nuove offerte, perché la stagione delle interlocuzioni tra il liquidatore e i possibili acquirenti è andata in fumo in quanto Hgm non ha mai presentato un piano industriale e UniCusano non sembra avere una dotazione finanziaria adeguata alla luce delle vicende della magistratura romana. Il nuovo calendario rende sempre più precaria l’esistenza occupazionale dei cento lavoratori che nei mesi scorsi si sono recati in tutte le sede istituzionali facendo presente che a febbraio sarebbe scaduta la loro cassa integrazione e che dunque occorreva fare presto con i piani industriali. Ora, con i progetti di rilancio sfumati, si torna a sperare nella cassa come unica possibilità per un reddito “vitale” per le oltre cento famiglie interessate. Esauriti tutti i canali del finanziamento ordinario, si spera negli strumenti messi a disposizione dall’accordo di programma per il territorio di Terni – area di crisi complessa – che prevede appunto possibilità straordinarie per i cosiddetti sussidi di stato. Un percorso tutto da definire, che vede impegnate proprio in queste ore le organizzazioni sindacali e le istituzioni, ad iniziare dalla Regione Umbria.


