di Redazione Terni
TERNI – Sembrava averla sfangata, ma sul filo del traguardo scivolone per il sindaco Latini. Un inciampo così vistoso che rischia di mettere in discussione la conclusione del mandato amministrativo e la riconferma a candidato a sindaco.
Nelle ultime ore si è diffuso un tam tam che vuole improbabile l’approvazione del bilancio di previsione 2023.Il mancato voto allo strumento finanziario porta, per normativa, alla decadenza del sindaco e della sua giunta.
Al momento, i voti non ci sono. Lunedì pomeriggio il gruppo della Lega, quello più numeroso in consiglio, si è astenuto su almeno tre atti: due proposti in aula dalla leghista Benedetta Salvati, la vice sindaco, il terzo dall’assessore all’urbanistica Federico Cini, anche lui della Lega. Un chiaro segnale di sfiducia all’indomani delle tensioni registratesi nelle riunioni politiche nelle quali i consiglieri comunali della Lega hanno appreso della volontà degli amministratori comunali, sempre della Lega, di non presentarsi insieme, in una unica lista. L’incidente di lunedì sera non è stato ricucito. Anzi. Ci sarebbero nuove fratture. Il giro di telefonate di martedì mattina avrebbe comunicato ai vertici dell’amministrazione comunale la volontà del gruppo del Carroccio di non votare il bilancio.
Alla diatriba tutta interna alla Lega, si aggiungono le tensioni regionali tra questa e Fratelli d’Italia.
Il partito della Meloni è sul piede di guerra, in particolare a Terni. Non ha digerito neanche un po’ che il suo esponente di punta, Eleonora Pace, non abbia trovato quel riconoscimento politico da tempo invocato attraverso l’ingresso nella giunta regionale.
Le “sorelle” e i fratelli d’Italia di Terni temono inoltre che Latini non mantenga la parola di assegnare a FdI quattro assessori e la poltrona di vice sindaco nella prossima legislatura. Le parole di Latini, negli incontri con FdI, sarebbero smentite incrociando i litigi all’interno della Lega. Nel confronto con i suoi consiglieri comunali il sindaco ha infatti ribadito la centralità di Benedetta Salvati anche per il futuro.
Una fiducia verso l’attuale vice sindaco talmente grande da non passare attraverso il consenso degli elettori. Latini avrebbe detto ai suoi che la Salvati rappresenta un bagaglio di competenze tecniche e amministrative che non può essere messo in discussione.
Nella partita di queste ore Fratelli d’Italia e i dissidenti della Lega sembrano dunque ritrovarsi dalla stessa parte.
Magari tra di loro non corre buon sangue ma adesso sono tutti concordi nel dire che occorre un accordo scritto con il sindaco e che tutti i futuri amministratori devono passare, indipendentemente dalla loro capacità, attraverso le urne.
Lo scontro, nelle prossime ore, potrebbe ulteriormente degenerare e non sono esclusi epiloghi clamorosi.


