Il caso Terni diventa nazionale

I leader del centrodestra dopo le regionali apriranno un tavolo per individuare il successore di Latini

Redazione Terni

TERNI – «Non ci siamo, dopo le regionali del Lazio e della Lombardia metteremo mano a Terni, perché quanto sta accadendo penalizza la Lega che pure è stata generosa con molti». Matteo Salvini con i suoi interlocutori è stato chiaro: «Sono molto deluso di quanto sta accadendo in vista delle amministrative di maggio».

Terni è il primo capoluogo di provincia dove la Lega ha eletto un sindaco. E a Terni non può accadere che gli amministratori comunali della Lega dicano in una riunione di partito di non voler presentarsi sotto il simbolo del Carroccio. Non può verificarsi che proprio a Terni la Lega esprima un nome (Leonardo Fausti) per la conduzione di una municipalizzata (Terni Reti) e il sindaco leghista ne decreti un altro. E neanche può accadere che nelle riunioni della Lega amministratori comunali imputino al ministro Salvini i mancati finanziamenti sull’idrogeno. Nei giorni scorsi a un massimo dirigente della Lega  è arrivata una raccolta di articoli giornalistici e di audio. D’altronde nella Lega, in particolare tra i consiglieri comunali e gli amministratori, i nervi sono tesi e le lingue sciolte. Molto sciolte. Lunedì durante i lavori del consiglio c’è stato chi ha sentito appellativi imbarazzanti con riferimenti alla sfera privata. Accanto alle lacerazioni personali le questioni politiche. Il gruppo consigliare della Lega ha compreso che – tra assessori tornati di nuovo tecnici e liste civiche – c’è il rischio di non rientrare neanche in consiglio comunale. Fratelli d’Italia, dal canto suo,  ha capito che il Latini che rivendica le mani libere con i suoi e la libertà di rinominare la vicesindaco Salvati senza nemmeno candidarsi alle amministrative, è un problema anche suo. FdI a livello regionale di problemi ne ha anche altri: gli schiaffi rimediati nel mancato rimpasto in Regione e ad Umbertide bruciano e non possono essere bissati a Terni. Le vicende umbre e ternane le sta seguendo in prima persona Francesco Lollobrigida, ministro e uomo macchina di FdI. FdI ha pronto nei box Orlando Masselli l’assessore del risanamento e del salvataggio di Asm. Nelle ultime ore si è aggiunto il nome di Alfredo De Sio, grande esperienza in regione e regista politico a Terni di FdI. Al tavolo nazionale di Lega e FdI è da tempo presente Forza Italia. A settembre scorso era stato il deputato ternano Raffaele Nevi a dire che Terni, capoluogo da 100mila abitanti, meritava un confronto nazionale. Le sue parole all’epoca non furono condivise da tutti. Latini d’altronde all’epoca era solo un sindaco alla ricerca del secondo mandato e non l’attuale amministratore privo di partito, privo dei voti in consiglio per approvare il bilancio di previsione. Un sindaco oggi  preso troppo dai nomi di una futura giunta che sembra però essergli sfuggita di mano.

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