Mai soli, stato vegetativo, coma, medico

Prevenzione e assistenza base, l’Umbria tra le regioni promosse

Sono 11 quelle che hanno più di 60 punti nelle tre aree prese in considerazione dall’indagine riferita al 2020, anno del Covid

m.brun.

PERUGIA – Cure essenziali, l’Umbria, anche col Covid, resta tra le regioni nelle quali la sanità funziona, con tutti i limiti che si conoscono. È infatti indicata nel gruppo delle 11 regioni promosse perché hanno un report oltre il punteggio di 60, in tutte le tre macroaree prese in considerazione: prevenzione, assistenza territoriale e assistenza ospedaliera.

È stato reso noto il risultato dell’indagine sul Lea, i livelli che devono essere raggiunti in sanità per ottenere un punteggio sufficiente.
Essendo questa indagine riferita all’anno 2020, quello sciagurato dell’esplosione del Covid, i risultati sono stati diffusi, viene detto esplicitamente, a livello solo informativo per gli evidenti motivi: la macchina sanitaria è stata assorbita dell’epidemia.
In cima alla classifica ci sono le regioni del nord, ma l’Umbria è in testa tra quelle di centro. Mentre nelle 11 promosse c’e’ solo la Puglia tra quelle a sud.
Ecco comunque un’ulteriore indicazione che dice come sia necessario lavorare in fretta per sistemare quello che non va nell’organizzazione per non perdere quello che comunque (e nonostante le avverse circostanze) ha funzionato.

La nota di Stefano Pastorelli

«Secondo il Ministero della Salute, l’Umbria è tra le 11 regioni che nel 2020, in piena pandemia, hanno superato la soglia di sufficienza sia per quanto riguarda la prevenzione, sia l’assistenza territoriale e ospedaliera: ancora una volta sono i numeri e i dati reali a smentire le vergognose bugie del Partito Democratico sul sistema sanitario umbro»: lo afferma il capogruppo Lega Umbria Stefano Pastorelli. «Le fantomatiche richieste di commissariamento, le improvvisate negli ospedali, le polemiche costruite ad arte, le speculazioni politiche, gli attacchi insensati e provocatori all’operato della Giunta regionale – continua Pastorelli – il castello di carte messo in piedi dalla sinistra umbra crolla sotto al peso della verità. Secondo il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza effettuato dal Ministero della Salute, la nostra regione risulta tra quelle che nel 2020, in piena pandemia, hanno garantito meglio di altre a livello nazionale servizi sanitari e prestazioni ai pazienti, dal pronto soccorso agli screening tumorali. Negli ultimi anni gli esponenti del Partito democratico invece di offrire proposte serie e di buon senso al governo regionale nella lotta al covid e nella salvaguardia della salute dei pazienti, hanno dato vita ad una opposizione vergognosa, bollando l’Umbria come la maglia nera d’Italia. Nel corso del tempo sono stati gli atti e i dati ufficiali a smascherare una dopo l’altra le tante falsità raccontate. Siamo stati tra le regioni che meglio hanno affrontato la pandemia, tra i primi in Italia ad aver somministrato una maggior percentuale di vaccinazioni e di tamponi, abbiamo avuto in proporzione meno morti per covid rispetto ai contagiati, oltre ad essere stati in zona bianca più a lungo di molte altre realtà, siamo tra le prime sei regioni in Italia per indice di performance sanitaria nel 2022 in base al rapporto CREA. Allo stesso tempo, come rivela oggi il monitoraggio del Ministero della Salute, mettendo una pietra tombale sulle accuse della sinistra nei confronti dell’operato della Regione, siamo stati tra i migliori d’Italia ad aver garantito prestazioni e servizi sanitari ai cittadini nel 2020».

«Oltre a ringraziare la governatrice Tesei e l’assessore Coletto per il lavoro svolto, rivolgiamo – conclude – un plauso al personale medico, infermieristico e sanitario che negli anni della pandemia ha dimostrato serietà, professionalità e dedizione nella cura dei pazienti. E’ soprattutto a loro che il Partito democratico dovrebbe chiedere scusa per aver denigrato la risposta sanitaria dell’Umbria alla pandemia».

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