di Francesca Cecchini
PERUGIA – “La natura è un’orchestra” è il titolo dell’evento che prenderà il via, in occasione del Darwin day, giovedì 6 aprile alle 21 al PostModernissimo di Perugia. Una serata realizzata all’insegna della solidarietà promossa dalla realtà di via del Carmine in collaborazione con Cams, con l’organizzazione no-profit Amazònia, con T-Trane e con la sezione di Perugia del Cai.
L’incasso (l’ingresso sarà a offerta) sarà devoluto a uno dei progetti targati Amazònia che mette al centro la riserva dello Xixuaù-Jaliaperì, luogo che si trova nello stato dell’Amazzonia di Roraima in Brasile, con foreste, fiumi e i suoi abitanti che corrono il rischio concreto di scomparire. Così, con lo slogan “Un battello della salute per lo Xixuaú-Jauaperì”, l’iniziativa si prefigge di promuovere questo proponimento di rilevanza internazionale, partendo proprio dal pubblico perugino.
«Siamo onorati di essere stati invitati al Darwin day e ringraziamo moltissimo il PostModernissimo che ci ospita e tutte le realtà che collaborano all’evento – racconta a Umbria7 Chiara Tosi, coordinatrice del progetto Amazònia – perché è una celebrazione importantissima, scientifica che assume anche caratteristiche culturali e sociali».
“Il Battello della salute”, destinatario della raccolta fondi: «È per noi un progetto fondamentale che porta visite mediche specialistiche gratuite in tutti i villaggi dell’area dell’Amazzonia che stiamo proteggendo da circa vent’anni».
Nello specifico, la regione si chiama Xixuaù-Jaliaperì e quattordici sono i villaggi che usufruiscono del battello a bordo del quale c’è: «Un’équipe itinerante di medici e infermieri che navigano lungo il fiume della regione proprio per raggiungerli e per fornire ad ampio spettro assistenza sanitaria» tra farmaci, terapie, screening, ecografie, protesi odontoiatriche, visite mediche specialistiche per i bambini «Perché in quelle aree rurali dell’Amazzonia raggiungere gli ospedali in città è, se non impossibile, sicuramente molto difficile. Sono distanze geografiche lunghissime e le famiglie sono povere, non hanno le risorse economiche per viaggiare. Quindi, i bimbi rimangono spesso senza monitoraggio».
Il battello, dunque, è: «Un modo concreto per portare la salute e la medicina in luoghi dove non ce ne sono, in luoghi inaccessibili e remoti. Luoghi in cui il governo non offre supporto sanitario e che, quindi, sono scoperti sotto questo punto di vista».
Il progetto viaggia in partnership con i Dottori delle acque che risolvono in loco il problema rilevato – a bordo c’è anche una piccola sala operatoria e i medici spesso hanno specializzazioni di alto livello, non reperibili sovente nemmeno nelle strutture sanitarie – o, una volta tornati a casa, esaminano ed elaborano dati da passare poi agli ospedali della zona, facendo da anello di congiunzione tra sanità pubblica e paziente.
L’auspicio è che il pubblico a Perugia: «Capisca il significato di questo progetto, ci dia una mano e speriamo di essere in grado di sensibilizzarli sul tema dell’Amazzonia e dei nativi perché, ricordiamo sempre, che se non proteggiamo i nativi non proteggiamo la foresta. Sono loro i guardiani».
Quindi: «Per avere una foresta intatta bisogna avere dei guardiani in forma. Proteggerli è fondamentale, è una via obbligata, ma anche doverosa nei confronti della foresta, della sua biodiversità e delle diverse identità culturali che la abitano». Senza dimenticare che per molte di queste persone il battello è l’unica occasione di incontrare un dottore.
Per informazioni dettagliate e sostenere il progetto, consultare il sito amazoniabr

Durante la serata al PostModernissimo si potranno ascoltare le voci di chi vive e lavora nella foresta con l’incontro via streaming con le due rappresentanti dell’organizzazione no-profit Emanuela Evangelista e Chiara Tosi. Ci sarà poi la proiezione del documentario “The Dusk Chorus-Based On Fragments of Extinction”, opera che racconta la pluriennale ricerca e le recenti registrazioni sul campo effettuate da David Monacchi, studioso, compositore eco-acustico e artista del suono, per valorizzare gli ecosistemi che contengono il più alto tasso di biodiversità sonora al mondo e che possono essere considerati veri e propri archivi della memoria di milioni di anni di evoluzione sulla terra.
I cambiamenti climatici, la sopraggiunta siccità, la presenza massiccia delle compagnie petrolifere e le difficoltà di allestimento dei sofisticati strumenti di registrazione in un luogo impervio, sono alcuni degli ostacoli con cui l’autore si è dovuto confrontare registrando, per la prima volta nella storia, l’intero ciclo circadiano di un ecosistema, un patrimonio acustico ricchissimo e al contempo fragile, perché in via di estinzione. Un modo, dunque, per sensibilizzare anche sui gravi effetti della perdita della biodiversità sonora.
L’appuntamento sarà anche occasione per presentare ufficialmente l’iniziativa “Querida Amazonia – Voci, immagini e pagine dall’Amazzonia”, giornata tra fumetti, storie, libri, proiezioni e musica che si terrà il prossimo primo luglio al Bosco di San Francesco Fai di Assisi.


