TERNI – Mercoledì 5 aprile la presentazione ufficiale di tutte le liste che appoggeranno Orlando Masselli sindaco. Nella sala consigliare il centrodestra si presenterà unito. Resta da definire un solo dettaglio: dove si collocheranno i fedelissimi di Latini?
Al momento la manciata di assessori che gli è rimasta attaccata fino all’ultimo minuto della giornata campale di domenica, non ha ancora trovato casa. Benedetta Salvati, Federico Cini, Cristiano Ceccotti, sono molto indecisi sul da farsi. Vasta la gamma delle opzioni: ritirarsi dalla scena politica; candidarsi di nuovo nella Lega; cambiare aria.
In questo ultimo caso vorrebbe dire cercare alloggio in una della altre liste che appoggiano il candidato a sindaco: Fratelli d’Italia, Forza Italia o una delle civiche?
A chi ha bussato è stato risposto che non c’era più posto. Esiste infatti un accordo tacito tra i segretari regionali del centrodestra: no ai transfughi, la Lega non va svuotata. Certo, Benedetta Salvati, Federico Cini e Cristiano Ceccotti hanno poca voglia di rientrare nel Carroiccio, dal momento che loro lo considerano il principale luogo della «congiura a Latini». E così rimane il dubbio, con lunghe passeggiate intorno a Palazzo Spada e ancor più lunghe telefonate per cercare un rifugio politico dignitoso. Nei dintorni di Palazzo Spada, nei giorni scorsi è stata avvistata anche l’ex assessora allontanata da Latini nel 2020, Sara Francescangeli. Guarda caso proprio nel giorno della conferenza stampa volante di Francesco Zaffini che annunciava Masselli sindaco: «Sono qui perché è una giornata decisiva».
Più felpato il suo intervento social: «Abbiamo iniziato questa avventura amministrativa, insieme, cinque anni fa. Credo che nessuno abbia provato, nei tuoi confronti, più risentimento di me. Tuttavia, mi è stato insegnato che la politica non si fa né con i sentimenti né, tanto meno, con i risentimenti. La politica si dovrebbe fare per la politica. E quella a cui abbiamo assistito è stata una pagina politica davvero triste. Per quello che vale, ti manifesto tutta la mia solidarietà umana e politica». Un autentico abbraccio?



