AL.MIN.
UMBERTIDE (Perugia) – La Pasqua e con lei anche il primo mese dal terremoto arrivano anche nella palestra della scuola elementare di Pierantonio. Nell’edificio è ospitato l’ultimo centro di accoglienza per gli sfollati del sisma. All’interno dell’edificio ci sono ancora una quarantina di persone che non hanno trovato ancora una sistemazione, a differenza degli altri 750 sfollati del cratere che hanno trovato una sistemazione in proprio o da amici e parenti.
Quando arriviamo alla palestra c’è chi ancora dorme, che sta al cellulare, chi crea un piccolo capannello per scambiare due parole.
Ci si prepara per un giorno che una volta significava gioia ma che attualmente rappresenta il proseguo di un calvario lungo un mese, in cui la croce comincia a pesare troppo.
Dopo la visita del ministro Nello Musumeci e la conseguente dichiarazione dello stato di emergenza da parte del governo nazionale, sono cambiati anche gli sguardi e il tono della voce delle persone ospitate dentro la palestra. C’è tanta fiducia verso quello che verrà e questa speranza aiuta a far rafforzare la lotta quotidiana alla sopravvivenza.

Incontriamo all’esterno della palestra Roland. Lui è originario dell’Ecuador e continua a lavorare in una fabbrica del territorio stringendo i denti e facendo una infinità di sacrifici. «Mangiamo e dormiamo tranquillamente – dice Roland – sperando di andare via presto da qui. Speriamo si faccia in fretta per avere anche una piccola casetta in legno. La convivenza a volte non è facile, perché ognuno ha le sue abitudini e i propri costumi. Finché siamo qua proviamo ad andare avanti. A volte c’è qualche problema ma si trova sempre una soluzione a tutto. Intanto proviamo a convivere. Dobbiamo stringere i denti e andare avanti».
Roland ha fiducia e spera che presto tutto questo finisca: «Lo stato di emergenza è stato dichiarato e speriamo che si faccia in fretta per uscire di qua. Un altro mese qui non è possibile. Anche con il lavoro è dura. Si va a letto tardi e alle 3 o alle 4 della mattina la sveglia suona. Non è facile ma che si può fare? Ci si alza e si va a lavorare con il sonno e la stanchezza ma non ci può fermare».

La Pasqua, racconta Roland, è stata comunque festeggiata: «Siamo un gruppo piccolo ma la celebriamo comunque tra di noi in tutta tranquillità. Finché siamo qua non c’è tanta voglia per i festeggiamenti ma vogliamo ringraziare Dio di essere vivi e di avere un posto per dormire e mangiare. Aspettiamo e speriamo che tutto si risolva».
Sull’uscio della porta che introduce alla palestra c’è Peter, un ragazzo nigeriano che lavora in una azienda di Umbertide: «E’ stato un mese duro, dove la notte ho potuto riposare poco e dove le attività sono limitate. Sono in attesa di trovare una soluzione perché la mia casa è stata distrutta dal terremoto. Andare a lavorare dopo una notte quasi insonne è dura ma ce la dobbiamo fare».
E’ mese da terremotato anche per Mohamed che vede un barlume di speranza: «Dopo la visita del ministro Musumeci speriamo che passata Pasqua arrivi una soluzione perché qui non possiamo più starci. Non abbiamo più una casa e speriamo di trovare presto un tetto».

Ad accoglierci nella palestra è Andrea, un volontario della protezione civile di Città di Castello. Insieme alle tante donne e ai tanti uomini del mondo del volontariato provenienti da Umbertide e da tutta l’Umbria, fa parte di quell’esercito di angeli silenziosi che anche il giorno di Pasqua non si sono fermati. Il Centro operativo comunale per l’emergenza è attivo a pieno regime, così come tutte quelle persone di ogni età che anche in questo frangente si sono rimboccate le maniche per dare il loro sostegno al prossimo che si trova in difficoltà. E’ una Pasqua al servizio dei terremotati la loro, una festa in cui non si riceve ma si dà, come fanno da un mese a questa parte i volontari della Prociv, della Croce Rossa, le altre persone che a turno servono il pranzo e la cena al cva di Pierantonio, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le istituzioni.

«Tutti i giorni cerchiamo di assisterli al meglio delle nostre possibilità – ha dichiarato all’Ansa il sindaco di Umbertide, Luca Carizia. A Pasqua abbiamo cercato di avere una ulteriore attenzione per fargli vivere serenamente questa festa, nonostante le difficoltà causate dal sisma».
Con l’approvazione della delibera da parte del Consiglio dei ministri dello stesso di emergenza e quindi con i primi 3 milioni e 700 mila euro di contributo erogati dal governo nazionale, secondo Carizia «cominciamo a vedere una piccola luce in fondo al tunnel. Adesso possiamo iniziare a immaginare il percorso che porterà alla ricostruzione degli edifici danneggiati e soprattutto possiamo ragionare su come dare sistemazione alle persone che non hanno avuto la possibilità di trovarsi una nuova sistemazione abitativa. Di certo queste persone non possono continuare a vivere dentro la palestra».


