Petardi esplosi in bottiglie di vetro. L’allarme baby gang corre a Castel del Piano

Il racconto di una residente del quartiere di Perugia: «Un petardo addosso a mio figlio di 7 anni e poi un pugno in faccia a me»

AR. SOR.

PERUGIA – Che succede a Castel del Piano? Se lo chiedono in molti nella pagina Facebook Sei di Castel del Piano se… dedicata proprio ai residenti della zona. L’allarme sembra essere causato da baby gang, ragazzi poco più che adolescenti che si divertono spaventando il quartiere. Come? Con petardi fatti esplodere in bottiglie di vetro tra i bambini al parco, ad esempio.

Tempo fa in realtà, gli atti incivili erano partiti diversamente. Molte le segnalazioni, riportate anche da Umbria7, riguardo auto in sosta prese di mira e scheggiate con i sassi, o ancora, veicoli imbrattati con la vernice spray, o ancora, finestre delle scuole spaccate. Ma adesso la situazione sembra essere ancora più seria, considerando che i petardi esplosi nelle bottiglie provocano la rottura delle stesse e i pezzi di vetri poi possono raggiungere persone a passeggio. Sembra una situazione invivibile. Il Corriere dell’Umbria, ad esempio, ha riportato il racconto di una donna che nel pomeriggio di martedì 25 aprile aveva assistito proprio a questa scena, «nella piattaforma di Castel del Piano sita in via Giocosa», dove la solita baby gang accendeva i petardi dentro le bottiglie facendole scoppiare, e «creando una sorta di bomba». Tanto che, «un pezzo di vetro si è scagliato violentemente nella gamba di un bambino, fortunatamente senza procurare ferite, ma la paura è stata tanta». In realtà i petardi vengono utilizzati anche singolarmente.

Un altro racconto arriva anche da una residente via social: «Ero lì al parco, hanno lanciato i petardi contro mio figlio di 7 anni – scrive – Li ho sgridati, qualcuno dai palazzi ha chiamato i carabinieri» e poi, un altro episodio, sempre raccontato dalla stessa donna: «Sono stata aggredita con un pugno in faccia sempre dallo stesso ragazzi di 13 anni davanti a sua madre… Non ho parole veramente». E conclude: «Sporgerò denuncia a tutte le autorità di Perugia e anche all’assistenza sociale. Qui non si può vivere, non possiamo nemmeno andare a lavorare con la paura che un disgraziato di 13 anni ti segue». E continua: «È una situazione molto pesante, sono 15 anni che abitiamo e adesso abbiamo paura a uscire con i figli nel parco». Intanto i residenti sono amareggiati. Tanti i commenti di supporto alla donna che ha subito violenza, come tanti sono quelli increduli per una situazione che deve essere necessariamente riportata in ordine.  

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