«Dica Trentatré». Dal medico Claudio Fiorelli la cura per Terni

Il candidato a sindaco del Polo alternativo (M5S, Bella ciao, Terni conta): «Non siamo milionari ma ricchi di “ricette”. Su ambiente, rifiuti, sanità e cultura siamo succubi da troppo tempo»

 

Aurora Provantini

TERNI –  «Visiterò casa per casa. Mi informerò sullo stato di salute di ogni ternano per accertarmi che non sia a rischio per le malattie legate all’inquinamento ambientale».  Claudio Fiorelli, 50 anni, medico anestesista all’ospedale Santa Maria di Terni, è stato uno dei camici bianchi impegnati in prima linea contro il Covid. Consigliere uscente del Movimento Cinque Stelle, è il candidato a sindaco del Polo alternativo. «Dell’unica coalizione fermamente contraria agli inceneritori», ribadisce ad ogni occasione. In una campagna elettorale così dinamica – sette candidati a sindaco e 600 a consigliere  – di occasioni ne ha già avute tante. Eppure non smette di evidenziare la sua posizione. Abituato com’è ad occuparsi del benessere e della sicurezza delle persone – prima, durante, dopo l’ intervento chirurgico –  scommette di rianimare la città.  E lo fa partendo dalle sue idee sulle strategie da mettere in campo per realizzare un vero e proprio distretto di economia circolare.  «Cosa può esserci di più stupido che bruciare materie prime in un inceneritore o smaltirle in discarica? Siamo di fronte ad un cambiamento epocale. La guerra e l’aumento vertiginoso dei prezzi ci hanno fatto capire che siamo all’inizio di una crisi della disponibilità di risorse naturali. Con la mia amministrazione Terni avrà una nuova primavera industriale chiudendo il ciclo dei rifiuti dell’intera regione non come camino unico ma come fabbrica dei materiali. Plastica, carta, vetro, metalli, terre rare con una verticalizzazione di imprese che li trasformano in nuovi prodotti, creando centinaia di posti di lavoro. Mentre con l’inceneritore continuerebbero ad andare in discarica 40mila tonnellate all’anno esaurendo lo spazio disponibile entro dieci anni, con il nostro modello ce ne andrebbero la metà completando il recupero totale entro il 2050».

Con sette candidati a sindaco, perché votare Claudio Fiorelli?

«Sono il candidato dell’unica alternativa credibile. Quella che non grida e che non sputa. Quella che si rivolge alla città con il lavoro di 15 anni di opposizione. Non abbiamo mai avuto la possibilità di governare, nonostante idee e programmi frutto del lavoro e di una visione integrata. Siamo consapevoli della grande partita che ci aspetta su riequilibrio territoriale e sulla scadenza delle concessioni idroelettriche. Siamo gli unici ad aver compreso che con una gestione diretta delle risorse idroelettriche, nelle modalità consentite dalla legge, Terni può essere la città più ricca dell’Umbria».

Quando parla di alternativa concreta, cosa intende?

«Alternativa concreta significa avere i profili umani e le competenze per offrire un’alternativa di governo alla città rispetto al modello delle destre e alle ricette utopistiche di altri candidati. Non siamo milionari, ma siamo ricchi di idee».

Del suo programma elettorale cosa colpisce maggiormente l’elettorato secondo lei?

«La difesa della sanità pubblica.  Ma anche le nostre soluzioni rispetto alla questione ambientale drammatica che vivono i ternani. Sono anni che si governa questa città facendo finta che l’Istituto superiore della sanità non abbia evidenziato che i bambini  nati a Terni hanno il 36 per cento di probabilità di ammalarsi di tumore in più rispetto al dato regionale. Io da medico e da padre mi impegno a tutelare la salute dei miei concittadini».

Per sostenere la sua candidatura, giovedì 4 maggio sarà a Terni  l’ex premier Giuseppe Conte. Per sostenere quella del candidato del centrodestra nei giorni scorsi c’è stato il ministro Sangiuliano,  che interrogato sul Verdi ha risposto di non “conoscere” quel dossier. Ecco, con un teatro chiuso da più di dieci anni e i lavori che inizieranno probabilmente quando si insedierà la nuova giunta per chiudersi chissà quando, lei che farà?

«La necessità di restituire alla città i luoghi della cultura richiede una nuova forma di governance e coinvolgimento. Intendiamo farlo attraverso l’istituzione di una fondazione Teatro Verdi Musei di Terni. Il nostro obiettivo è quello di realizzare un’attività di gestione integrata tra il nuovo Teatro Verdi e gli spazi museali ed espositivi, in forma permanente o temporanea al fine di promuovere iniziative letterarie, artistiche, musicali e teatrali. L’impasse attuale di una città senza teatro e la necessità di reperire risorse, nell’attuale situazione di dissesto dell’Ente, richiede una forte e salda collaborazione tra i vari soggetti istituzionali pubblici e privati, come la Fondazione Carit. Il Polo Alternativo crede e sostiene i numerosi artisti del territorio che ad oggi, in mancanza di spazi adeguati, si trovano costretti ad andare in altre città per esporre le proprie opere o realizzare i loro eventi. Per questo riteniamo imprescindibile e primario un lavoro di relazione esterna da parte dell’amministrazione nella ricerca di partnership internazionali con altre città, partendo dai rapporti di gemellaggio in essere, per troppo tempo sviliti come nell’esperienza del patto d’amicizia con la città di Kobe. Per far sì che Terni diventi un polo attrattivo da un punto di vista turistico-culturale (che non sia mero turismo mordi e fuggi legato alla Cascata) è necessario ampliare l’offerta mirando ad una precisa identità territoriale con l’obiettivo di prolungare la permanenza dei turisti nel nostro territorio. Il Caos è per vocazione lo spazio naturale della contemporaneità e del fare arte contemporanea a Terni. Vogliamo che il Caos e il quartiere di Città Giardino si trasformino in un vero e proprio distretto artistico, un centro polifunzionale esclusivamente dedicato all’arte contemporanea in tutte le sue forme dal cinema, al teatro, all’architettura, al video, alla pittura, alle installazioni e alla scultura. Vogliamo riaprire e restituire alla città Palazzo Primavera, centro espositivo per le arti contemporanee, inaugurato nella primavera del 2004 e chiuso ormai da troppi anni. L’amministrazione comunale ha per anni navigato a vista, senza rispondere alle richieste di coinvolgimento da parte di cittadini e associazioni».

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