Aurora Provantini
TERNI – Dei sette candidati a sindaco, Paolo Cianfoni è sicuramente quello che ha la visione di città più definita e grande. Uno dei punti fondamentali del suo programma elettorale è infatti la Città Grande: 18 Comuni e 180mila abitanti. Terni, Narni, Amelia, Stroncone, Avigliano Umbro, Alviano, San Gemini, Acquasparta, Montecastrilli, Calvi, Otricoli, pur mantenendo le rispettive autonomie formano un grande territorio. Ecco, in questo ricchissimo territorio Cianfoni immagina di riuscire a trattenere quei giovani che invece cercano una prospettiva di crescita altrove.
E’ questo che farà per arrestare la fuga dei giovani?
«Non ci rassegniamo certo al declino demografico e al fatto che le migliori giovani energie di questa città debbano andarsene altrove per trovare la giusta prospettiva di crescita professionale e umana: una perdita incalcolabile per la nostra comunità. Per questo stiamo lavorando ad una squadra di governo in grado di invertire la rotta. Capace di creare lavoro. Non basta dichiararsi innovatori. Bisogna dimostrare di esserlo, proponendo una visione del futuro della città in grado di costruire obiettivi comuni: dall’economia all’urbanistica, dai servizi alla cultura».
Quando parla di creare lavoro, cosa intende?
«Che un giovane ingegnere, vuoi che si sia formato a Pentima, vuoi che si sia laureato alla Sapienza di Roma, dovrà poter costruire la sua carriera professione a Terni. Perché questo accada si dovrà puntare all’eccellenza. L’ospedale era d’eccellenza. La Siri era un’eccellenza. L’Ast è ancora eccellenza. Quindi dobbiamo puntare alla qualità. Per attrarre aziende e lavoro abbiamo bisogno di infrastrutture di qualità e di un sistema dei trasporti di qualità. La Roma – Ancona in parecchi tratti è a binario unico. La Terni – Spoleto è nelle condizioni che conosciamo. Mancano i collegamenti e conseguentemente la promozione del territorio è più difficile».
Cosa si potrebbe fare per attrare giovani coppie?
«Si potrebbe ridurre l’inquinamento. L’area Sin di Papigno va bonificata. Il progetto di trasformazione della discarica di Valle in un parco, presentato dall’Ast cinque anni fa, va ripreso in mano».
Quale è la prima cosa che farebbe per rendere Terni più attrattiva?
«Inizierei portando la tecnologia nel centro storico e nei quartieri. Togliendo le auto dalle piazze e dai marciapiedi. Progettando interventi di rigenerazione urbana. La città così come è oggi non riesce ad attrarre nuovi investitori. I mezzi pubblici che attraversano le vie dello shopping sono quelli degli anni Settanta. La Wifi è assente. Le auto autorizzate a circolare sono troppe. Eppure i parcheggi di attestamento non mancano, ma sono in gran parte vuoti. I furgoni non dovrebbero entrare nelle isole pedonali: dovrebbero lasciare le merci a ridosso della Ztl e poi proseguire con cargo elettrici».
Con sette candidati a sindaco, perché votare Cianfoni?
«Perché è un voto utile. Tante volte gli elettori hanno sprecato il voto con la vecchia politica. In questa campagna elettorale sicuramente caotica ma comunque sempre affascinante– Cianfoni è stato eletto in consiglio comunale con Gianfranco Ciaurro sindaco nel 1993 – ho incontrato un elettorato preoccupato che vive il voto come un rischio o un “fastidio”. Per questi posso essere l’alternativa che può dare risposte rassicuranti e concrete: un voto davvero utile».


