In attesa della “svolta” per la ex Fcu si viaggia ancora su treni vecchi, sporchi e puzzolenti

Le vecchie Aln Fiat, che non vedono l’ora di andare in pensione, sono le uniche motrici funzionanti sulla tratta Sant’Anna-Città di Castello | IL REPORTAGE DI UN VIAGGIO

al.min.

PERUGIA – Tre anni e tutto cambia. Almeno stando agli annunci. È fissato, infatti, per il 2026 il cambio radicale, la rivoluzione che porterà a un nuova ex Fcu: più bella, moderna, efficiente, al passo coi tempi.

Tra circa trenta mesi elettrotreni di ultima generazione sferraglieranno su tutta la linea. Le erbacce saranno tolte. Gli autobus sostitutivi saranno solo un lontano ricordo e da Sansepolcro a Terni si arriverà senza fastidiosi stop. Il sistema Ertms sarà introdotto su tutto il tracciato e i convogli potranno tornare a correre gagliardamente per i 147 km della gloriosa ferrovia.
Un ultimo tuffo nel cotone prima di entrare nelle realtà.
Domenica 11 giugno, giornata magnifica. Nemmeno una nuvola in cielo. Il clima è quello tipico di giugno. La stazione di Sant’Anna si presenta in tutta la sua nuova magnificenza: pensiline per proteggere i passeggeri lungo le banchine, bagni pulitissimi, i respingenti sembrano opere d’arte contemporanea. A poco meno di un anno dalla sua riapertura lo storico capolinea perugino del “trenino” sembra ancora godere di ottima salute.
Poi all’orizzonte arriva lei, una motrice Aln Fiat a diesel sbuffa fumo grigio sorniona, facendo capolino – proveniente dalla Pallotta – dall’ultimo accenno di salita prima di entrare in stazione. La livrea del treno è perfettamente in ordine e sembrano lontane le dicerie, anzi, la storiella che il rais Gheddafi aveva rifiutato le Aln per le ferrovie di quella che fu la Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, sembra lontana anni luce da ciò che gli occhi percepiscono.

Il convoglio proviene da Città di Castello: scende una decina di viaggiatori del trasporto in arrivo e iniziano a salire quelli in partenza, all’incirca venti.
L’odore all’interno dello scompartimento non è il massimo: il diesel fa sentire la sua presenza e le narici ringraziano per il regalo non richiesto.
A dare il benvenuto, proprio sotto il sedile del passeggero, è un mozzicone di sigaretta arrivato lì chissà come.
Le pareti del vagone sono stati oggetto della fantasia di qualche writer inesperto specializzato in scarabocchi e di qualche grafomane con poca fantasia, con numeri ricollegabili a qualche contatto telefonico che la fanno da padrone sulle parole.
L’estate è alle porte e il caldo si fa sentire. L’aria condizionata, con grande sorpresa, non funziona. Per far entrare un po’ di aria fresca bisogna tenere aperti i finestrini della carrozza.
Il treno procede con la sua velocità di crociera fissata su una media di 50 km orari. Le tempistiche vengono tutte rispettate. Alla stazione di Umbertide un miraggio: a fianco del binario principale, ad accogliere la stanca Aln, ecco tre elettrotreni “Minuetto” fermi da tanti, troppi anni che attendono ozianti di essere rimessi a posto alle officine di Foligno prima di tornare a fare il proprio dovere.
Il 2026 è l’anno della rinascita completa. Sul piatto ci sono lavori per 70 milioni di euro con l’obiettivo di far ripartire la gloriosa ex Fcu. Per far riaffiorare alla mente una immagina sempre raccontata con orgoglio e un pizzico di malinconia dai vecchi ferrovieri, serve l’ultima rincorsa prima di arrivare alla meta.

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