di Marco Brunacci
PERUGIA – Forza Italia Umbria aspetta l’ascesa a presidente di Antonio Tajani, ma soprattutto deve capire – come tutti – che ruolo avranno le grandi donne del nuovo orizzonte del dopo Cav (Marina Berlusconi e Marta Fascina) e quello dell'”ospite” Gianni Letta, riservato ma molto presente in questo momento di passaggio.
Il partito umbro ha due nodi da sciogliere: uno a Terni, grande così, e uno a Perugia che sarà centrale tra pochi mesi.
Il nodo numero 1 si chiama Stefano Bandecchi, il quale ha appena scoperto, dopo la relazione del segretario generale del Comune di Terni, di essere davvero incompatibile come sindaco e presidente della Ternana – nessuno lo avrebbe neanche pensato, o no? – ma ora inizia la sua vera partita. L’obiettivo potrebbe essere anche vicinissimo: una candidatura, sponsor Tajani, per l’europarlamento, con Forza Italia e Alternativa popolare che chiudono un patto. Oppure iniziare un percorso che possa portare nel Parlamento nazionale l’attuale sindaco di Terni.
Di quale fama goda Bandecchi dentro Forza Italia nazionale – rapporti con Tajani a parte – non è dato sapere. Certamente l’Europarlamento non è obiettivo facile, nonostante il personaggio sia in grado di mobilitare risorse per una campagna elettorale importante su tutto lo scacchiere del centro Italia. L’estate porterà consiglio. A settembre si faranno le scelte.
Sapendo però che Giorgia Meloni avrà un ruolo anche sui percorsi futuri del partito alleato e sapendo pure che Tajani ha proprio a Terni il suo pupillo, il deputato Raffaele Nevi. Sacrificherà la sua stella in ascesa? Comunque accetterà il correre il rischio di offuscarne carriera e prospettive?
Secondo nodo: a Perugia il sindaco Andrea Romizi, coordinatore regionale di Forza Italia, ha di fronte a sé una nuova mission che potrebbe essere anche “impossible” se non trova le misure giuste fin da subito.
Deve mantenere tutto insieme il 60% di consensi che ha ottenuto alle ultime elezioni comunali. Solo così si preserva il Romizishire, base per il suo futuro politico.
Dentro Forza Italia però c’è già un partito di morroniani (dal vicepresidente della Regione, Roberto Morroni) e che recentemente ha fatto un’uscita pubblica sull’ambiente. E poi in “Progetto Perugia”, dalla parte dell’assessore Edi Cicchi, con un futuro da potenziale candidata sindaco, Romizi non è più il punto di riferimento di un tempo.
Terni ha aperto la porta alla destabilizzazione del centrodestra, Perugia deve – se ci riesce – chiuderla. Altrimenti la Regione è persa. Forza Italia è piccola ma diventa decisiva su Perugia. E quindi anche per la Regione. Tutte sulle spalle di Romizi.


