Lo sviluppo di Terni punta al turismo. Ora Bandecchi prega San Valentino. Ma un po’ anche San Remo…

Il sindaco parla concretamente della sua idea di città: fiori ovunque, 40 settimane di feste all’anno, l’albergo diffuso e anche 50 negozi per ogni borgo. «Giovani, preparatevi. Faremo concorrenza a New York» | IL VIDEO

TERNI – «Terni come New York», una città che «non punta solo sull’acciaio ma su turismo». Con «trenta, quaranta, cinquanta negozi in ogni borgo», con un programma di feste che coprano «almeno 40 settimane su 52» e soprattutto tanto verde. «Ogni aiuola un design, un suo fiore, un fiore ternano. Per una città che sia bella dal punto di vista ottico. La riqualificheremo come una città floreale. Ecco il progetto di Terni la città di San Valentino».

A parlare all’ora di pranzo, a Instagram unificati, è il sindaco Stefano Bandecchi. Che lancia dai social il suo programma di sviluppo per la città: «Parliamo di prodotto interno lordo, parliamo di sviluppo, di denaro da portare alla città attraverso il lavoro che potrà garantire nel tempo guadagni seri». Come? L’idea sembra avvicinarsi più a una città dei fiori, pregando Sanremo più che san Valentino ma il progetto è più o meno chiaro: «Un progetto su tutte le aiuole, tutti i lampioni da riqualificare – dice Bandecchi -, non ci sarà più uno spazio di Terni brutto. Ogni aiuola avrà un suo design, avranno un tutor o qualcuno che se le adotta. Ma le dovranno curare come diciamo noi, come dicono i ternani. Ognuna con fiori particolari, fiori ternani».

Ma la «comunicazione di servizio» non si ferma a nuove specie florovivaistiche. No, Bandecchi punta a una festa diffusa, un party permanente per tutto il territorio. Banale chiedere quanto potrà costare in bibite e patatine, ma di certo se il progetto c’è è prevista anche la sua copertura economica. «Vogliamo abbellire questa città, la città di san Valentino – ripete – ma anche i suoi borghi intorno. La Festa delle acque di Piediluco, per esempio, non durerà un giorno o un’ora: quella festa durerà una settimana, che dovrà attirare turisti da qualunque parte del mondo. Ci saranno i patroni di ogni borgo e così andremo avanti, per impiegare una quarantina di settimane su 52». In pratica, par di capire, una festa di una settimana per ogni patrono, nella speranza non ci siano accavallamenti, sennò sai che faide tra borgo di sopra e borgo di sotto?

E ancora, Bandecchi oggi è un incontenibile vulcano di idee: «Sarà un progetto globale, partirà il progetto dell’albergo diffuso. Chi ha una casetta, anche da ristrutturare, ha bisogno di una pitturata: mettiamo a posto i nostri borghi, i progetti saranno aiutati. In 3 o 4 mesi avremo modo di dare un’impostazione alla nostra città». Bisogna capire quanto l’idea sia apprezzata dagli albergatori, ma Bandecchi è un fiume in piena: il sindaco parla di autorizzazioni veloci e dà anche una speranza ai giovani, invitandoli a rientrare nei loro borghi natii. «Preparatevi, lo dico ai giovani – insiste -. Ci saranno investimenti per i borghi, per riaprire un negozietto. Troveremo il modo. E altrimenti il Comune farà 30 40 50 negozi in ogni borgo, faremo un’azienda turistica, in uno venderemo bamboline, in uno ciucciotti… Dobbiamo ridare vita ai borghi e dare lavoro anche alle guide turistiche. Parte da oggi la nostra idea per realizzare un progetto turistico entro la fine del 2023. E Terni farà concorrenza a New York, non più solo industria, chimica o acciaio, ma turismo. Respiriamo la vittoria e la rinascita di Terni». E il gran finale: «Magari in un anno e mezzo risolvo i problemi di Terni – chiude – e poi potrò andare a risolvere quelli dell’Umbria e poi dell’Italia».

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