Corse folli sull’Apecchiese dopo la morte di Jacopo, parte l’appello al Viminale: «Più sicurezza»

La denuncia arriva dai social. Intanto prosegue la battaglia del consigliere di Civici Marche Giacomo Rossi che chiede maggiori controlli lungo arteria

R.P.

PERUGIA – Una folle corsa che poteva portare un’altra tragedia sull’Apecchiese. Il tutto a poche ore di distanza dalla drammatica fatalità che è costata la vita a Jacopo Baldi, il giovanissimo centauro di soli 22 anni deceduto dopo essersi scontrato contro un blocco in cemento posizionato a bordo strada.

A denunciare il fatto è il segretario dei Radicali di Perugia, Michele Guaitini, sul proprio profilo Facebook: «Due Porsche e una Ferrari (di quelle sportivone con i superalettoni per capirci) fare a gara di velocità scendendo da Bocca Serriola – riporta Guaitini – Mi sono passati a 10 cm di distanza a una velocità folle e una ha fatto un sorpasso che ho avuto paura a guardare come finiva. Purtroppo non avevo campo per chiamare i Carabinieri e manderò una segnalazione postuma».

Sul fronte marchigiano, c’è chi chiede maggiori controlli. Dopo l’appello lanciato qualche settimana fa, il consigliere regionale di Civici Marche, Giacomo Rossi, torna a chiedere a gran voce un lavoro più capillare da parte delle forze dell’ordine lungo la via che collega Umbria e Marche.

Rossi è pronto a parlare direttamente con il ministero dell’Interno per portare a compimento la propria battaglia: «Dopo la lettera ai prefetti di Pesaro-Urbino e Perugia – dice il consigliere marchigiano – so che c’è stato un incontro in prefettura a Pesaro con i sindaci dei comuni interessati ed alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Ringrazio la prefettura e le forze dell’ordine che sono state messe in campo per questa problematica ma come dimostra la situazione degli ultimi due week end dove tra l’altro si è registrato un ulteriore incidente mortale, c’è bisogno di un deciso incremento di controlli in movimento per tutta la tratta da Città di Castello fino ad Acqualagna».

Rossi ha voluto segnalare ufficialmente la problematica anche al sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco «con l’auspicio che la problematica possa essere affrontata di petto, iniziando magari a rafforzare il personale delle forze dell’ordine addetto al controllo».

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