AL.MIN.
SAN GIUSTINO (Perugia) – Il rombo dei motori che si leva fino al cielo. Il feretro avvolto da rose bianche. Le lacrime scendono copiose e solcano le gote delle tantissime persone che hanno gremito l’interno e il sagrato della chiesa. Tutti i pensieri sono per Jacopo. Il dolore di una intera comunità, che oggi si è stretta si sono intorno al padre Fabrizio, alla mamma Stefania, alla sorella Jennifer e ai nonni Alberto e Bruna.
È stato dato, nella mattina del 22 luglio, l’ultimo saluto a Jacopo Baldi, il giovane centauro di soli 22 anni di Città di Castello, morto nel pomeriggio di sabato 15 luglio quando la moto da lui condotta, fatalmente si è scontata contro un blocco in cemento nei pressi della località marchigiana di Sassorotto, lungo la strada Apecchiese.
Il rito funebre è stato celebrato dal parroco della chiesa di Santa Maria della frazione di Selci, don Paolino Trani. Nel corso dell’omelia, il sacerdote ha ricordato Jacopo come «un ragazzo al quale volevano bene tutti. La moto e il suono del motore erano un modo che usava per estraniarsi dal mondo. Era un giovane generoso e attento».
Oggi, ha detto il parroco, è un «momento difficile. La scomparsa dei giovani in un modo così tragico è una ingiustizia. Negli ultimi mesi troppi ragazzi sono morti sulla strada. Ma c’è una speranza. Jacopo non è nel feretro, continua a vivere in modo diverso nel regno di Dio. La sua vita continua in altra dimensione dove continuerà a realizzare ciò che ha sempre voluto fare nella vita terrena».
Le lacrime diventano disperazione all’uscita della bara dalla chiesa. Il frastuono del gas di 150 moto degli amici bikers di Baldi, diventa più potente di mille canne d’organo, diventando musica celestiale. Gli applausi e gli abbracci danno la forza per continuare a vivere. Una lanterna bianca vola verso l’azzurro più intenso. Il dito di un amico puntato al cielo. Il lungo corteo si muove per accompagnare Jacopo nel suo ultimo viaggio. Il più doloroso. Quello che nessuno avrebbe mai pensato di compiere così presto.
Uno dei momenti più toccanti dell’addio a Jacopo è stato quando l’amica del cuore della mamma del giovane centauro, ha preso la parola per leggere un emozionante testo: una lettera immaginariamente scritta da Jacopo da lassù.
«Ciao. Chi mi conosce sa che con me non ci si annoia mai. E’ sabato e voglio andare al mare. E chiamo il mio amico Andrea non una volta ma otto volte, perché quando mi viene in mente di fare una cosa, poi io la voglio fare. Grazie Andrea, per avermi detto sì e per essere stato il mio compagno nel mio ultimo viaggio. C’è tutto quello che voglio in questo giorno. Sono in sella alla mia moto, dietro di me c’è il mio più grande amico e davanti a me la strada che porta al mare, un mare che ho dentro da sempre. Un mare di emozioni, un mare di inquietudine, un mare di idee. Corro sì, corro veloce perché ho scelto di vivere così. Ho fatto tutto veloce, anche quando è arrivato il momento di lasciare questa terra con il mio corpo fisico. Ora me ne sono andato. Ho anticipato forse troppo che tutti noi faremo più avanti. Sono andato e ora lasciatemi andare. Sono libero di fare e di vedere cose nuove. Non piangete quando pensate a me. Siate invece grati per il bene che abbiamo passato insieme. Siate grati per gli anni bellissimi che vi ho dato con la mia presenza. Vi ringrazio per l’amore che mi avete dimostrato. Ora è arrivato il momento di viaggiare da soli. So che soffrirete per un po’ di tempo. Saremo separati fisicamente, ma lasciate che i miei ricordi via aiutino a sentire meno dolore. La vita va avanti e se avete bisogno chiamatemi pure, che io verrò. E anche se non mi vedrete e non mi potrete toccare, io ci sono e ci sarò. Sarò nel vento, nei campi, nella pioggia, nei fiori. Nel risveglio degli uccelli e nella tranquillità del mattino. Nella stella che brilla di notte. Ma soprattutto sarò il rimbombo di una moto, un rombo che mi ha sempre parlato. Ciao mamma. Ciao babbo. Ciao Jennifer. Ciao amici. Ciao a tutti. E ora mi godo il mio suono preferito. Grazie a tutti coloro che si sono riuniti per farmi questo immenso regalo».









