R.P.
UMBERTIDE (Perugia) – L’Umbria fa scuola a livello nazionale per quanto riguarda alcune particolari tecniche di produzione del formaggio e di allevamento delle specie ovine. Una esperienza tutta made in Umbria, diventata modello di studio per l’Università Federico II di Napoli.
L’ateneo partenopeo ha voluto vedere da vicino il lavoro che viene compiuto a presso la “Fattoria Palazzo Rosa”, storica realtà umbra con sede a Umbertide, specializzata nella produzione di formaggi e derivati del latte di alta qualità.
Azienda leader nell’innovazione tecnologica – già studiata da scuole e università del territorio – ricerca benessere animale e qualità alimentare, nei giorni scorsi “Palazzo Rosa” ha ricevuto la visita della prestigiosa Università degli Studi Federico II di Napoli con una delegazione di docenti e laureandi del corso di laurea in tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
Michelangelo Monni erede, insieme al fratello Santino, di un’affermata azienda casearia, ha accompagnato gli studenti nell’osservazione di tutto il processo di trasformazione che si radica in primo luogo nella razza ovina che hanno scelto di introdurre: 3000 capi di razza Lacoune, con 500 rimonte annue proveniente da allevamenti certificati per livello di qualità genetica raggiunto. Una scelta radicale quella dei fratelli Monni.
«Abbiamo convertito il nostro tradizionale allevamento di ovini di razza sarda – dice Monni – introducendo per primi in Italia l’animale di razza francese “Lacoune” capo universalmente apprezzato per una produzione impareggiabile in termini di quantità e qualità. Nel nostro allevamento biologico, con foraggere e granaglie no ogm, arriviamo ad un prodotto sicuro e di qualità».
I laureandi sono stati seguiti nella visita proprio dal dottor dirigente veterinario Andrea Valiani, dell’istituto zooprofilattico Umbria-Marche: «I fratelli Monni ci hanno affidato il piano di autocontrollo sia delle stalle che del caseificio per garantire tanto a loro che ai consumatori finali il rispetto delle norme di legge vigenti in materia di corretta prassi igienica dei prodotti». Come ha aggiunto la responsabile del centro rischio e controllo dell’istituto, la dottoressa Miriam Tinaro «il nostro margine di controllo si estende anche nelle mense scolastiche servite da Fattoria Palazzo Rosa, dove qualità e sicurezza del prodotto diventano ancora più importanti»
Presente anche l’amministrazione comunale che per Fattoria Palazzo Rosa ha mostrato fin da subito grande interesse. Il vicesindaco Annalisa Mierla ha affermato che «il valore dell’allevamento è emerso fin da subito quando dalla storica sede tifernate, la stalla è stata reimpiantata nel nostro territorio con l’inserimento di un negozio e con ciò è stata garantita una integrale riqualificazione di un’area strategica in una zona a ridosso del parco fluviale Tevere ad alto interesse ambientale e turistico. L’azienda, inoltre, dimostra un potenziale di innovazione tecnologia non ordinario nel suo genere che, come amministrazione vogliamo supportare anche dal punto di vista dell’interesse didattico».
Soddisfazione durante la visita è stata espressa anche dal presidente del consiglio comunale, Giovanna Monni: «Allevamento e caseificazione di qualità sono nel dna della famiglia e i risultati raggiunti sono certamente frutto di una tradizione secolare. Tuttavia, si riscontra in Santino e Michelangelo una visione, una caparbietà e una pignoleria che hanno ripagato il rischio d’impresa affrontato. Oggi la stalla è oggetto di studio da parte di diverse facoltà universitarie sotto molteplici aspetti e i risultati ottenuti sono dimostrati dall’affluenza di consumatori che accedono nel negozio aziendale con rinnovata soddisfazione».


