TERNI – Sindaco, assessori, colleghi consiglieri…la verità è che nessuno di noi oggi avrebbe mai voluto essere qui. La verità è che quando, come consiglieri di centrodestra, abbiamo condiviso la scelta di chiedere questa seduta straordinaria, nessuno di noi avrebbe mai pensato di trovarsi nella condizione di doversi attivare per una seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata al tema oggi in discussione.
Il tema oggi in discussione, come sappiamo, è il rispetto delle persone e delle regole. È il ripristino di condizioni e di rapporti all’insegna della correttezza e della trasparenza. E noi per primi non avremmo mai voluto essere qui: perché è triste – e grave – dover invocare il ripristino di quelle che dovrebbero essere le fondamenta, i presupposti, le condizioni di base, di qualunque attività politico-istituzionale.
Prima di entrare nel merito delle circostanze che sono a monte di questo nostro dibattito odierno, trovo comunque indispensabili due chiarificazioni preliminari: due chiarificazioni che hanno entrambe a che fare con altrettante litanie che sono state intonate nelle scorse settimane, proprio a proposito del tema su cui abbiamo chiesto questa seduta.
La prima litania è quella, diciamo così, del “rosicamento degli sconfitti”. “Avete perso, non vi rassegnate; ecco perché l’unica cosa che riuscite a fare è attaccare a vuoto i vincitori”: questo è più o meno il disco rotto che è stato intonato da parte della maggioranza e della sua curva-est, per cercare di distogliere l’attenzione dall’oggetto vero di questa discussione odierna
Bene, è necessario allora, una volta per tutte, darvi una notizia: qui non siamo al Liberati! Magari, per una sconfitta, si rosica allo stadio. Ma qui ci sono solo persone che sanno benissimo che, in politica, oggi si vince e domani si perde. Qui ci sono persone che sanno benissimo che l’alternanza è la base della democrazia. Qui ci sono solo persone che sanno benissimo qual è il ruolo, prezioso e insopprimibile, dell’opposizione. Qui c’è semmai qualcuno, come chi vi parla, che ha partecipato nel 2012 all’assemblea fondativa di Fratelli d’Italia: partito neonato che oggi, sì, è al governo del Paese, ma che all’epoca, alla prime elezioni successive alla sua nascita, non raggiunse nemmeno il 2% ed è stato minoranza per dieci anni!!! Figuriamoci se ci mette in difficoltà il ruolo dell’opposizione!!!
Dunque, per favore, facciamola finita con questo disco rotto (che speriamo proprio di non dover riascoltare anche in quest’aula): si tratta solo di bugie. E queste bugie non serviranno ad evitare di farci parlare di ciò di cui intendiamo parlare.
L’altra litania è quella con la quale, nelle scorse settimane, la maggioranza ha cercato di derubricare l’oggetto di questa seduta straordinaria del consiglio comunale, tentando di farlo passare come una questione di poco conto, una questione secondaria… “Abbiamo altro da fare”, “i problemi veri della città sono ben diversi”; “è inutile e dannoso perdere tempo per discutere di questioni superate”… Questa è l’altra litania (l’altra bugia!) con cui Alternativa Popolare e la sua curva-est hanno cercato di silenziare l’oggetto di questa nostra seduta straordinaria.
“Questioni superate”!? Se è così che vengono viste le cose, allora è necessario darvi alcune altre notizie. Nei rapporti politico-istituzionali (e non solo), non c’è niente, ma proprio niente, di più importante del rispetto delle persone e delle regole!!! E non c’è violazione che possa dirsi superata, solo perché è trascorso del tempo da quando è stata perpetrata! Qui, in questa sede, in questo Palazzo, finché dovrete avere a che fare con noi (come impone la dialettica democratica), il mancato rispetto delle persone e delle regole non potrà mai andare in prescrizione: fatevene una ragione!!! Il vostro tentativo di nascondere la spazzatura sotto al tappeto non potrà mai avere alcuna possibilità di successo: rassegnatevi.
Si possono pure sfalciare metri cubi di erbacce e aprire cantieri su cantieri (magari semplicemente dando corso a progetti e finanziamenti di “quelli di prima”, come infatti sta accadendo…): ma comunque, se questo avviene mentre si calpestano le regole e le persone, qualunque cosa sarà solo carta straccia.
Se si calpestano le regole e le persone, l’unico segno che lascerete non saranno certo gli sfalci (anche perché le erbacce ricrescono continuamente). E nemmeno i cantieri (anche perché, alla fine, chi più chi meno, tutte le Amministrazioni che vi hanno preceduto ne hanno aperto qualcuno). Quello che lascerete sarà solo una bruttissima pagina della storia di questa città e di questo Comune. Una pagina scritta – a maleparole – da chi ha abusato di una vittoria e della propria posizione di potere, per calpestare le regole minime della politica, delle istituzioni e del rapporto tra galantuomini.
Per il bene di Terni, ci auguriamo tutti che questo non accada. Ma, per favore, nessuno qui provi a parlare di “cose da niente” o di “faccende superate”.
Chiarito tutto ciò, veniamo al merito dell’ordine del giorno della seduta odierna.
Da quando si è insediata questa Amministrazione, i nastri che registrano le sedute di questo Consiglio portano impresse le parole offensive rivolte dal Sindaco al Segretario generale, piuttosto che alla nostra consigliera Cinzia Fabrizi: parole che in quest’aula (e anche fuori) non hanno nessun diritto di cittadinanza e per le quali le scuse postume sono semplicemente ridicole e irricevibili.
Da quando si è insediata l’attuale Amministrazione, le stanze degli uffici di questo Comune (stanze che, nell’era-Bandecchi, devono restare rigorosamente chiuse, chissà perché) riecheggiano di toni del tutto inappropriati anche nei confronti di dirigenti, funzionari e impiegati.
Da quando si è insediata questa Amministrazione, questo è solo il terzo consiglio comunale: perciò, per favore, non si dica che si stanno buttando via i soldi dei cittadini con i nostri gettoni di presenza. I cittadini ci hanno votato per essere qui e per fare il nostro lavoro. Per ottenere questo consiglio comunale, c’è voluta l’ira di dio e già questo di per sé è un fatto gravissimo. Non solo: ci è stato pure negato nei termini previsti. E questo è un fatto altrettanto grave. E, come se non bastasse, in ulteriore spregio delle regole, è diventato un consiglio comunale in cui sono state ficcate arbitrariamente altre cose…
L’elenco potrebbe continuare, ma voglio concentrare l’attenzione sulla goccia che nel giro di pochi giorni dall’insediamento di questa Amministrazione ha fatto subito traboccare il vaso.
Parlo dell’episodio che ha visto come protagonisti il Sindaco da un lato e, dall’altro, il dottor Gianluca Diamanti, stimatissimo giornalista di questo Ente: giornalista che ha prestato il suo onoratissimo servizio in questo Comune durante l’Amministrazione-Ciaurro, poi Raffaelli, poi Di Girolamo, poi Latini, come ufficio stampa sia del consiglio che del sindaco e della giunta, senza che mai assolutamente nessuno, prima dell’era-Bandecchi, avesse assolutamente nulla da eccepire sulla sua eccellente ed impeccabile professionalità.
So bene che si proverà a far passare l’aggressore per aggredito: è stato già fatto.
So bene che si proverà a mistificare la realtà. E dev’essere per questo che non è stata accolta nessuna delle richieste, avanzate da svariati consiglieri di opposizione di questo Comune, relativamente all’acquisizione delle registrazioni delle telecamere di sorveglianza di Palazzo Spada: registrazioni dalle quali, magari, i ruoli di aggredito e di aggressore potrebbero risultare più chiari… Domanda: perché negarci quelle registrazioni, se nessuno ha niente da nascondere e le cose stanno davvero come avete provate a raccontarle…?
So bene che si proverà a fare tutto ciò… Ma non intendo consentirvelo. Non intendo ascoltare altre bugie.
Ed è per questo (per evitare di fornire l’occasione di raccontare bugie) che voglio concentrare l’attenzione solo sulle cause dello scontro tra il Sindaco e il dottor Diamanti. Voglio richiamare la vostra attenzione su un fermo-immagine che di per sé basta e avanza, da solo, a giustificare questo consiglio: un fermo-immagine che da solo basta e avanza a giustificare la nostra richiesta di ripristino della legalità in questo Ente. Anche se non ci fosse stato nessun “dopo”. Anche se non ci fosse stato nessuno scontro.
Il fermo-immagine è quello di un Sindaco che chiede ad un giornalista del Comune di
convocare una conferenza-stampa che con il Comune non c’entra assolutamente niente: una conferenza-stampa su faccende private del Sindaco, quali sono e restano (faccende private, privatissime!!) le questioni che riguardano il suo partito, ovvero Alternativa Popolare.
È come se io andassi, nel mio caso, dall’ufficio-stampa del consiglio comunale con la pretesa di farmi convocare una conferenza stampa su faccende che riguardano Fratelli d’Italia. Sarebbe come se Bandecchi-sindaco andasse dal ragioniere-capo di questo Comune per farsi fare la sua dichiarazione dei redditi.
Il motivo del contendere sta tutto qui. Ed anche se, dopo, non fosse accaduto nulla di quello che è accaduto, basterebbe questo per rendere giustificatissima la nostra richiesta di ripristino della legalità: perché già in quella pretesa – in punto di fatto ed in punto di diritto – c’è un pieno e totale disprezzo delle regole e delle persone.
Non basta vincere le elezioni (non basterà mai!!!) per considerarsi i padroni di un Comune.
Per chi non lo sapesse, un dipendente comunale non può e non deve prestare i propri servizi se non nell’ambito delle attività prettamente ed esclusivamente istituzionali. E un Sindaco non dovrebbe mai chiedere ad un dipendente comunale di violare questa regola elementare, solo per farsi gli affari suoi. Un sindaco non dovrebbe mai pretendere di usare un dipendente pubblico come se fosse alle sue private dipendenze. Ci sono leggi, ci sono contratti, ci sono vincoli e sanzioni, c’è persino il buon senso comune. Tutto già calpestato in quel solo fermo-immagine.
Su questo, non abbiamo bisogno di telecamere. E ci sono, come testimoni, tutti i giornalisti della città. È tutto già scritto, è già tutto agli atti, chiaro ed incontrovertibile, senza se e senza ma.
Su quello che è accaduto dopo (le rimostranze del giornalista, la furia conseguente di un sindaco che ancora pensa di essere al Liberati sotto alla curva e di poter sputare a chi gli pare…), su quello che è accaduto dopo, ciascuno è libero – se questo è il vostro stile – di inventare qualunque favola.
Ma i fatti sono questi e sono gravi in sé e per sé. E il provvedimento disciplinare che in seguito si è tentato di adottare nei confronti del giornalista (giornalista che per trent’anni è stato stimatissimo da sindaci e consiglieri di ogni bandiera e di ogni colore), giornalista che è stato addirittura destituito dal proprio incarico, tutto ciò è una vergogna che si aggiunge alla vergogna delle parolacce e degli insulti che sono risuonati anche in quest’aula già in occasione della seduta di primo insediamento.
In quel fermo-immagine c’è la fotografia di abusi, verso cui non si dovrebbe mai sconfinare da una posizione di potere. In quel fermo-immagine c’è la fotografia di una cosa di tutti – cioè, questo Comune e chi ci lavora – usati come se fossero ‘cosa nostra’, cioè di qualcuno.
In politica, oggi vinci tu, domani perdi. E le istituzioni non sono il luogo dei padroni e dei vassalli. Non qui. Non in questo Comune. Non con questa opposizione che siamo qui a rappresentare, con orgoglio e con onore, a nome delle migliaia di cittadini che ci hanno chiesto di fare esattamente quello oggi, qui, stiamo facendo.


