r.p.
TERNI – L’incompatibilità del sindaco Stefano Bandecchi spiegata dal ministero dell’Interno. Come anticipato oggi da Umbria7, è arrivata a palazzo Spada la risposta del Viminale sull’incompatibilità di Bandecchi, che lo ha annunciato in quegli stessi minuti sui social. Bandecchi ha ricordato su Instagram come non sarebbe sussistente il suo conflitto di interessi su stadio o progetto della clinica, dopo aver venduto la Ternana a Nicola Guida ed essersi dimesso dalla presidenza di Unicusano.
Ma in cinque pagine il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero riassume il problema, rispondendo al quesito della prefettura: «Nonostante le intervenute dimissioni da Presidente della Università Unicusano e da Presidente della Società Ternana Calcio spa, lo stesso Bandecchi – spiega il capo dipartimento del ministero, Sgaraglia – risulta ancora titolare della carica di Amministratore unico della Società delle Scienze umane srl, che ha come oggetto sociale la gestione della citata Università Unicusano (come risulta dallo Statuto), a sua volta proprietaria al 100% della Ternana Calcio spa (come risulta dalle visure camerali); della carica di Socio unico e Amministratore della Ping Pong srl (come risulta dalle visure camerali), a sua volta proprietaria della “Società delle Scienze Umane srl”, soggetto preposto alla gestione della predetta Università».
«Da tali circostanze – prosegue il ministero – appare quindi evidente come il sig. Bandecchi – pur avendo rinunciato a due delle cariche sociali direttamente incompatibili con la carica di Sindaco (i.e. Presidente di Unicusano e Presidente della squadra di calcio Ternana, soggetti proponenti il progetto di riqualificazione e gestione del nuovo stadio Comunale), – eserciti ancora oggi l’attività di impresa e, quindi, con interesse di lucro personale, intrattenendo per il tramite delle ultime due società una serie di rapporti, seppure indiretti, con il Comune di Terni».
«Alla luce della documentazione sino ad oggi trasmessa da codesta Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo, si ritiene – è la conclusione – che la permanenza del Sig. Bandecchi nella titolarità e nella gestione delle predette società possa considerarsi incompatibile con la carica di sindaco di Terni».
Lo stesso Bandecchi ha anticipato sui social la sua risposta, concludendo anche con la sua soluzione: «Male che va si rivà a votare. Voglio l’80 per cento».


