Primavera ok, luglio col turbo ma ad agosto turismo mio non ti conosco. Da Perugia a Orvieto

Federalberghi: «Numeri lontani da quelli del 2019. Siamo comunque soddisfatti, ma le aspettative erano altre. Ora guardiamo con speranza settembre e ottobre»

PERUGIA – Per Perugia, l’estate 2023 non è quella dei record. «Una discreta primavera, un luglio con il turbo ma ad agosto il turismo frena». È il punto sul turismo a Perugia, ma anche con uno sguardo a tutta la regione, che Simone Fittuccia, presidente regionale di Federalberghi.

«I dati parlano chiaro – ha spiegato Fittuccia – in fatto di flussi turistici abbiamo avuto un buon aprile, maggio e anche giugno. I numeri di luglio sono stati trascinati inevitabilmente da Umbria Jazz a Perugia che ha dato un fortissimo impulso al turismo. Quello che, invece, stiamo vivendo ora è una frenata». A dare peso al commento di Federalberghi, anche i dati sul turismo elaborati dalla Regione che prende in esame i primi sei mesi di questo 2023. Dati che vede Perugia, solo dopo Assisi con il 25,3 per cento, meta preferita per quanto riguarda la distribuzione in Umbria delle presenze turistiche (23 per cento).

TREND

Un arresto dei flussi turistici, si parla anche del trenta per cento della domanda, soprattutto degli italiani verso le destinazioni nazionali. Uno degli effetti dell’aumento dell’inflazione e dell’erosione del potere d’acquisto dei visitatori e anche degli effetti della crisi climatica che hanno portato basse temperature a giugno, caldo torrio a luglio. Insomma, il picco per questa estate potrebbe non esserci.
«Non chiuderemo l’anno in termini di presenza a livello superiori del 2019, anno che per Perugia ha rappresentato il dato migliore, come speravamo fino a qualche mese fa». A preoccupare è il dato di agosto che non è materializzato, mancano anche i last minute. Ma il trend è così in tutto il paese, comprese alcune mete balneari nelle Marche e in Toscana dove agosto è stato segnato da un deciso calo di presenze sulle spiagge della costa nei giorni infrasettimanali.

Torna, in un certo senso, quel turismo di prossimità legati al costo dei trasporti. Non a caso per Federalberghi il cinquantacinque per cento degli italiani si sposterà per la vacanza in macchina, mentre circa il 31 per cento sceglie l’aereo. Insomma, dopo Umbria Jazz il centro storico soffre. «Nonostante questa frenata improvvisa siamo comunque soddisfatti. Le aspettative del settore, però, che parlavano di Perugia e dell’Umbria come meta top, erano altre».

Ferragosto, il ponte che salva l’estate – La flessione di luglio e il boom del 12 agosto alla Cascata. Le spiagge di Piediluco finalmente piene. Tutti i servizi messi in campo dal Comune. LE FOTO

TURISMO ESTERO

Se a mancare in questa parte dell’estate è il turista italiano, Perugia sembra essere tornata attrattiva per il turismo estero. «A confermare questi dati anche gli ottimi numeri dell’aeroporto dell’Umbria San Francesco – ha detto Fittuccia – , anche se pochi “atterrano” sulle attività di accoglienza turistica. Sta andando bene l’extra alberghiero e i country house che in questi mesi hanno raggiunto dei buoni risultati».

L’UMBRIA

Uno sguardo alla situazione in tutta la regione è doveroso. «L’arresto del flusso, infatti, si è verificato anche nelle zone del lago Trasimeno e della Valnerina, zone che rappresentano per il turismo i due nostri fiori all’occhiello, dove si raggiunge una buona percentuale di occupazione solo nel fine settimana”. C’è preoccupazione anche su altri territori, come Spoleto, Foligno, Todi, Gubbio e Orvieto, dove i dati sono in linea con il calo nazionale».

AUTUNNO

Si guarda al futuro. «Davanti abbiamo due mesi importanti – conclude Fittuccia – ovvero settembre e ottobre, soprattutto per Perugia dove i segnali parlano già di una grande ripresa con dati simili a quelli del 2019».

Basta incidenti sull’Apecchiese, super lavoro delle pattuglie lungo i tornanti

CL_Liberazione prigioniero

Menestrelli, Cerimonia del Lume e Corteo del Gonfalone: così a Corciano si rievoca il tempo che fu