PERUGIA – Scritte rosse, insulti e una falce e martello. Così è stata imbrattata nella notte tra sabato e domenica la nuova sede di Fratelli d’Italia in via Angeloni, inaugurata solo lo scorso maggio con il ministro Lollobrigida.
«Fasci e infami fanno fritto misto» è il testo di una delle scritte con cui sono state vandalizzate le vetrine della sede di Fontivegge, insieme alla parola «rivoluzione» che ha coperto anche parte del muro del palazzo. Un atto subito commentato dal consigliere regionale Andrea Fora che parla di «gesto molto grave che tutta la politica umbra ha il dovere di condannare con forza». «Semplicemente una vergogna. La dialettica politica, anche aspra – scrive su Facebook Fora -, non può mai nutrirsi di odio, volgarità e gesti vandalici che qualificano nel modo peggiore possibile chi li compie. Desidero esprimere solidarietà alla comunità politica della destra umbra colpita da questo atto vandalico. Mi auguro che questi non siano segnali prodromici dei prossimi mesi che ci porteranno ad importanti appuntamenti elettorali che debbono veder emergere il confronto su programmi e visioni e non certamente l’odio per gli avversari».
Vigorosa anche la presa di posizione del sottosegretario Emanuele Prisco, segretario regionale di Fdi: «Durante la notte la sede di Fratelli d’Italia a Perugia è stata vandalizzata… ma questo atto di violenza non ci intimidirà. Continueremo, con determinazione ancora maggiore, a lavorare per il territorio e per l’Italia».
Immediata ovviamente anche la reazione del gruppo comunale Fdi: «Quando non si hanno argomenti seri di contrapposizione politica, le uniche armi sono il vandalismo, le offese e l’idiozia. Questa mattina sono state rinvenute presso la sede di Fratelli d’Italia di Perugia di via Mario Angeloni – che funge altresì da riferimenti per i coordinamenti provinciale e regionale – scritte offensive che hanno imbrattato i muri e le vetrate dell’edificio, maldestramente ma inequivocabilmente firmate con falce e martello».
«È evidente che una certa parte politica ha interesse a fomentare odio – le parole anche del capogruppo in consiglio comunale Michele Nannarone – piuttosto che confrontarsi su temi, anche se da legittime posizioni diverse. Fare opposizione non significa certo deturpare la sede di un partito che aveva scelto proprio Fontivegge, zona storicamente difficile, per aprire un punto di ascolto non solo per i propri simpatizzanti ma per l’intera cittadinanza. Ovviamente non arretreremo davanti a nessuna intimidazione, ma andremo avanti ancora più uniti, sicuri che la città saprà riconoscere da che parte sta la vera democrazia».


