AL.MIN.
UMBERTIDE (Perugia) – Rialzarsi dal dolore, guardare avanti nonostante le difficoltà, ricominciare sapendo che il terremoto è alle spalle. C’è una vita che deve proseguire e che è pronta ad accogliere nuove sfide.
A Pierantonio arriva un nuovo messaggio di speranza e di flebile ritorno alla normalità dopo il terremoto del 9 marzo. Riapre i battenti, infatti, uno delle storiche attività del paese messo in ginocchio dalle scosse di quattro mesi fa. A riprendere il proprio servizio verso la popolazione è il bar Katia.
Dal 1994 il locale è stato ospitato al piano terra di uno stabile situato in via Leonardo da Vinci, la strada principale di Pierantonio che vede anche la presenza di un altro bar, il “Maxim”, salvato dalla furia del sisma. Poi è arrivato quel maledetto 9 marzo, che oltre a portare via serenità e tranquillità, ha strappato il lavoro a tanti piccoli imprenditori nel settore del commercio della zona.
L’edificio è stato dichiarato inagibile e il bar Katia ha dovuto cessare momentaneamente l’attività attività. Dopo cinque mesi, il proprietario dell’attività, Luca Rometti (che per anni l’ha gestita insieme alla sorella Katia), ha deciso di riaprire i battenti.
La storia del locale continua, non nella sede che lo ha visto protagonista della vita paesana per quasi tre decenni ma in delocalizzazione. La nuova “casa” del bar Katia sorgerà in via Tevere 2b, a pochi passi dal centro del paese. Per condividere questo significativo momento di gioia e di ritorno alla quotidianità, è prevista una piccola cerimonia di inaugurazione.
Il taglio del nastro della nuova sede è fissato per domenica 20 agosto a partire dalle 21, quando tutti i pierantoniesi e gli amici del bar potranno festeggiare insieme la riapertura di un punto di ritrovo per l’intera comunità.
Il bar Katia è la terza attività commerciale di Pierantonio che riapre dopo il terremoto. La prima ad accogliere le affezionante clienti – a due settimane dalle scosse – fu la parrucchieria di Federica Tondini, che in tempo record riuscì ad effettuare i lavori di sistemazione del proprio salone. A giugno, invece, a vedere tornare la fila dietro il bancone – nella sede delocalizzata di via Dante – è stata la macelleria gestita dalla famiglia Dragoni, presente in paese dal 1965.
Adesso, tocca al bar Katia. Non una semplice riapertura, ma la volontà di una intera comunità di credere nel futuro.


