Al.Min.
PERUGIA – Il bel calcio di un tempo di una volta perde una delle sue leggende. Se ne è andato a 86 anni Carletto Mazzone, uno degli allenatori italiani più amati e rappresentativi del calcio nostrano.
Romano e romanista verace, Mazzone deve la maggior parte della sua sfolgorante carriera ai risultati conquistati sul campo dell’Ascoli ai tempi del leggendario patron Costantino Rozzi. Poi gli anni alla “sua” Roma, con la scoperta di Francesco Totti.
Anche una parentesi umbra ci fu nella vita in panchina del “sor Carletto”. Infatti, Mazzone fu la timone del Perugia nella stagione 1999/2000 (ai tempi d’oro del mitologico Luciano Gaucci), culminata con quell’incredibile goal nel diluvio del “Curi” che strappò lo scudetto dalle mani della Juventus.
Quindi, l’epopea del Brescia, con la storica corsa sotto la curva dei tifosi dell’Atalanta dopo un 3-3 casalingo ottenuto dalle rondinelle nel derby del “Rigamonti” contro i cugini orobici. Anni d’oro, con campioni come Baggio, Pirlo e Guardiola. In quasi 40 anni di carriera da mister, Mazzone detiene il primato di panchine in serie A, con 792 presenze ufficiali. Se si parla di partite da allenatore, viene raggiunta quota 1278.
Mazzone mancherà al calcio, mancherà ai tifosi e a tutti gli appassionati. Mancherà soprattutto quel suo essere un uomo vero, una caratteristica che non rientra più nei canoni del nostro tempo.


