M.L.S.
TERNI – Un sindaco minacciato di morte, un fatto grave, accaduto al sindaco di Terni Stefano Bandecchi, certamente un brutto e grave gesto verso una figura istituzionale che rappresenta la città di Terni ma anche per l’uomo, per la persona. Eppure, tranne la preoccupazione e la condanna espressa dal partito del primo cittadino, Alternativa Popolare, nessuno ha espresso ufficialmente solidarietà.
Nessun altro esponente politico, nessun rappresentante della società civile. Sul caso sarà la Magistratura a fare luce con le indagini di tutti i soggetti competenti, ma resta il silenzio assordante che piace comunque poco per quanto accaduto a una persona che ha dichiarato di aver subìto minacce così pesanti e gravissime. Era stato lo stesso Bandecchi a denunciare di essere stato minacciato di morte per farlo “smettere di fare politica e dimettere” dalla carica attuale. «Vi voglio dare uno scoop, visto che ho sempre detto che le parole ammazzano» aveva detto Bandecchi. E ancora: «Oggi sarà fatta da parte mia una denuncia – perché il 25 di luglio non ho ricevuto delle minacce perché qualcuno voleva rubarmi l’orologio. Ho ricevuto delle minacce di morte dove stato minacciato di dover smettere di far politica e di dimettermi da sindaco di Terni. Se no sarei stato ucciso prossimamente. Le autorità competenti erano informate dei fatti – aveva sottolineato Bandecchi– ma ho chiesto loro di far finta di niente per non creare troppi problemi. Come vi dicevo, le parole ammazzano e oggi sarà fatta da parte mia una denuncia». Attorno al sindaco si sono stretti subito i rappresentanti di AP, tra i primi soprattutto i giovani come i coordinatori provinciali e comunali giovani Cristian Crispo e Lorenzo Capotosti, esprimendo subito la loro piena solidarietà al sindaco e condannando fermamente l’episodio. Si fa comunque sempre in tempo.


