Tra Ap e M5S inciucio forse, rissa certa

Scambio di accuse sulla elezione di Fiorelli in commissione case popolari

TERNI – L’inciucio, forse sì forse no. La rissa (verbale), invece, è certa. Il giorno dopo l’elezione del consigliere del Movimento 5 Stelle, Claudio Fiorelli, in  commissione edilizia popolare in quota minoranza, tra i protagonisti della votazione congiunta scoppia un inaspettato diverbio. Il Movimento 5 Stelle non vuole sentire parlare di accordo con Alternativa Popolare. Ma questa, tramite il suo coordinatore regionale, Riccardo Corridore, si dice pronta a tirare fuori le prove.

Per Ap, insomma, la nomina di Fiorelli non è un capriccio dell’urna allestita lunedì mattina nella sala del consiglio comunale, ma il frutto di un accordo a tre, tra il partito di Bandecchi, il M5S e il Pd.

Registi dell’operazione il capogruppo Dem, Francesco Filipponi, e quello di Ap, Guido Verdecchia. Ma è con il beneficiario dell’intesa, il Movimento 5 Stelle, che nascono i problemi. L’opposizione del centro destra e pezzi della sinistra che non siedono in consiglio comunale gridano subito allo scandalo e puntano il dito non solo sull’ormai consolidato asse Ap-Pd, ma anche sulla aggiunta del Movimento 5  Stelle. Il coordinatore, Luca Simonetti, non ci sta e dirama una nota nella quale  si dice sdegnato scrivendo a caratteri cubitali che il suo Movimento non andrà mai a braccetto con il partito di Bandecchi.

E’ allora che arriva il post di Riccardo Corridore che chiede decenza. E che si dice pronto a tirare fuori tutta la “documentazione” che ha preceduto l’accordo. Si parla di messaggi whatsapp  e tracce audio.  La rissa social è ben presto servita con rispettivi consigli di assistenza psicologica.  

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«Non mi far tirare fuori le prove». Qui si vuol intimidire l’opposizione? Ma che sta succedendo in una città civile come Terni?