Alternativa popolare affoga nel Tevere Nera

Presentato, e subito ritirato, un atto di indirizzo sulle spese legali del Consorzio di bonifica

TERNI – E’ durato il passaggio di un’onda sotto i ponti l’atto di indirizzo di Alternativa popolare che chiedeva  conto di alcune spese legali sostenute dal Consorzio di Bonifica Tevere Nera.

Un documento presentato nell’ultima  sedita del consiglio comunale ma subito ritirato. Decidendo  di approfondirlo in antri contesti. L’atto, articolato e dettagliato, chiedeva spiegazioni ai vertici del Consorzio di Bonifica in merito alle spese legali rimborsate ad alcuni rappresentanti dell’ente di tutela del corsi d’acqua delle provincia di Terni.

Spese per giudizi di primo grado che avevano peraltro visto soccombere alcuni componenti del consorzio  stesso. L’atto si domandava in sostanza se anche in caso di sconfitta giudiziaria si dovessero pagare gli avvocati  attingendo dalle casse del Tevere Nera. Un atto che politicamente ci può stare ma che ha trovato acque agitate in consiglio comunale. Fratelli d’Italia, per bocca di Marco Cecconi, ha chiesto se ci fossero conflitti di interesse da parte di alcuni proponenti del documento. Nel corso della diretta streaming è emerso che proprio il consigliere di Ap che ha illustrato il documento, Claudio Batini, aveva in atto un contenzioso per questioni di i lavoro con il Consorzio. Anche al seguito del parere del segretario comunale, la maggioranza che sostiene Stefano Bandecchi ha fatto ha dietrofront. Tutti giurano che la questione delle spese legali del Consorzio di Bonifica Tevere Nera presto tornerà in aula. Chi saranno  i proponenti, è da vedere.

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