Corsa a sindaco di Perugia/R come Ravanelli candidato, F come Fascia tricolore (un segno dal Cielo?)

Stavolta – assicurano fonti – il centrosinistra ha contattato l’ex bomber, che, con un sì, avrebbe annullato almeno l’improbabile bandecchiano ex centrocampista, Baiocco. Il cdx in Duomo: tra Cicchi e Scoccia spunta Tuteri

M.BRUN.

PERUGIA – Aggiornamento sull’alfabeto della corsa a sindaco a Perugia.
R come Ravanelli detto Penna Bianca. Stavolta sì, il grande ex calciatore del Grifo e della Juve, è stato ufficialmente contattato da una delegazione ad altissimo livello del csx regionale, guidata dal Pd.
Così assicurano fonti di solito autorevolissime del centrosinistra cittadino.
Lui, in verità, avrebbe signorilmemte declinato l’invito a candidarsi come sindaco di un’ampia (quanto ampia? Ah, saperlo) coalizione, con grande garbo ma definitiva fermezza.
Peccato.

Ravanelli, con la sua discesa in campo, avrebbe garantito al csx di giocarsela.
Inoltre lui, gran bomber, attaccante di razza, avrebbe messo in fuorigioco il candidato bandecchiano Davide Baiocco, dignitoso – ma non di più – centrocampista.
La partita è conclusa: niente gol in zona Cesarini, niente supplementari.
Con questo andazzo, a Perugia, al csx non resteranno molte strade da percorrere.
Il favorito, nella attuale situazione, sempre che Leonelli si rimetta in formazione, è il grande urbanista professor Paolo (Smentisco) Belardi?
F come “a chi la Fascia?”. Primo incrocio con piccolo attrito tra la superfavorita alla candidatura per il cdx, Margherita Scoccia, e la mai doma Edi Cicchi.
Alla cerimonia per l’insediamento del nuovo parroco del Duomo – l’apprezzatissimo e molto popolare don Marco Briziarelli – nessuna delle due voleva mancare.
La Cicchi è assessore e riconosciuto ministro per i Rapporti con la Chiesa ed ha respinto il tentativo della Scoccia di rappresentare il Comune alla cerimonia.
Una fonte rigorosamente anonima racconta che la Scoccia avrebbe fatto presente di essere di Pila, come il monsignore, ma la Cicchi le avrebbe notificato che «era già qui e aveva la fascia (tricolore di rappresentanza, ndr) in macchina».
Ma nessuno immaginava – racconta la fonte anonima – che il vicesindaco Tuteri aveva appena spiegato al sindaco Romizi (in missione per Forza Italia a Paestum) di essere parrocchiano del monsignore e di essere intenzionato a recarsi in Duomo, con conseguente diritto a indossare la fascia in qualità di vicesindaco.
Conclusione: con la benedizione di Romizi, Tuteri, in giacca e fascia, va in prima fila e interviene dal pulpito, illustrando una massima di Beniamino Franklin sul ruolo fondamentale di chi lavora per il bene della comunità. E stavolta ricordandosi pure di portare i saluti del sindaco.
Edi Cicchi ascolta senza fascia in terza fila, Scoccia non pervenuta (rimasta a Pila?).
Ma la pia fonte ora si interroga pensosa: sarà un segno dal Cielo?

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