di marco brunacci
PERUGIA – Il tema: convenzione per gli abbonamenti agli studenti universitari.
Svolgimento: nell’incontro in Regione con Busitalia, Tesei, Melasecche, Romizi spingono forte perché venga ampliata e rinnovata.
Busitalia, dopo un’apertura che consente di allungare a tutto ottobre la Convenzione, mette sul tavolo le sue valutazioni sul costo economico che sono mille miglia lontane da quelle di Regione, Comune di Perugia e Università (Adisu).
Per farla breve, usando le parole di Donatella Tesei, è necessario che «Busitalia comprenda la valenza sociale della convenzione che va ben al di là dei calcoli numerici ed economici di tipo aziendalistico».
Conclusione: Busitalia deve essere disponibile a metterci qualche soldo in più su questo fronte, perché è uno dei motivi per cui lo Stato di svena per finanziare il trasporto pubblico.
A questo punto, agli studenti universitari interessati (una folla, visti quanti, giustamente, reclamano posti letto), non resta che attendere il risultato dei tavoli tecnici. Ma possono contare solo, per ora, sulla forte spinta di Regione, Comune e Università, ma non anche del sindacato.
In particolare quello degli ultimi scioperi (Cgil e Cisal), della difesa a oltranza del servizio pubblico, pronto a ogni manifestazione di protesta se anche c’è solo il rischio che sul territorio regionale un cittadino di Case Sparse resti a piedi. Silenzio, non si fanno sentire.
Magari stanno facendo pressioni in silenzio sui vertici di Busitalia, magari sono perfino disponibili a piccole rinunce. Non si sa. Però proprio non sembra.
Ma per tutti è un monito: in ballo c’e’ il tema, decisivo, del diritto allo studio, che si difende anche con gli abbonamenti a prezzi agevolati, adesso che tanti studenti sono tornati (in presenza) a fare di Perugia una città universitaria (con importanti ricadute sulle città umbre con sedi di Ateneo).


