Campo da rugby a Perugia, la partita infinita: «Costretti a elemosinare spazi per allenarci»

Junior ancora all’attacco: il presidente della società di giovani atleti denuncia nuovamente una situazione già nota sull’utilizzo dell’impianto pubblico

Cri.Map.

PERUGIA – Un campo per più squadre. Torna ad accendersi la diatriba tra Acea Rugby e Rugby Perugia per la gestione dell’area sportiva che si trova al percorso verde di Pian di Massiano. A rimettere carne sul fuoco, la Rugby Perugia Junior, società che, secondo il presidente Federico Baldinelli, «sarebbe costretta a peregrinare per elemosinare spazi» dove poter far giocare i propri piccoli atleti. Una situazione «seria e grave che si ripropone di nuovo ancora a distanza di un anno» a danno di giovani atleti che vogliono praticare uno sport bello e nobile ma a cui, come racconta la denuncia, viene vietato il campo da gioco per le poche ore necessarie per gli allenamenti.

L’area da rugby, di proprietà del Comune e in concessione al Rugby di Perugia, è composta dal campo principale, da due campi di allenamento e da quattro spogliatoi. La concessione prevede il rispetto di alcuni obblighi attinenti alle finalità sociali dell’impianto, tra questi quello del massimo utilizzo e la garanzia di almeno il 20 per cento dell’orario complessivo alle società che ne fanno richiesta.
E ora che cosa sta accadendo? La questione è semplice: di fronte alla richiesta di poter usufruire due giorni a settimana degli impianti, come già concesso l’anno scorso, quest’anno il gestore ha acconsentito solo un giorno. Fino a settembre il lunedì, poco comodo per gli atleti, a ottobre è diventato il giovedì e il sabato sera, poco consono, forse, ad una squadra giovanile. «Il tutto – continuano dalla società – mentre nell’altro giorno richiesto il campo comunale da Rugby rimane vuoto, così come per larga parte dell’intera settimana.

«Risultato pratico – come spiegano dalla società giovanile – : il Rugby Perugia Junior costretto con tutte le sue categorie dai 4 ai 18 anni per tutto settembre e metà ottobre a elemosinare spazi di fortuna da altri sport, peregrinando in altri impianti, alcuni dei quali decisamente fuori mano (Colle Umberto, Collestrada) con tutte le scomodità e il danno economico legato a tempi e trasporti per il Club e per le famiglie». Intanto dalla società Junior promettono di non scoraggiarsi, come avvenuto l’anno scorso quando, «di fronte ad una situazione simile, ho attivato la commissione controllo e garanzia per chiedere il rispetto della convenzione, e successivamente la situazione si è sbloccata. Siamo pronti a porre in essere altre azioni anche questa volta, come già fatto in passato». E infine l’attacco al Comune proprietario degli impianti e con obbligo di sorveglianza delle concessioni: «L’Amministrazione anche questa volta non è stata all’altezza delle aspettative della città e dei bisogni dei cittadini, incapace di gestire una situazione portata all’estremo e in procinto di scoppiare».

SII, le urla per la tubatura saltata

Un’attorta da record a Spoleto: 60 metri di tradizione per Dolci d’Italia