di Diego Diomedi
Prosegue il viaggio di Umbria7 nei 7 VIZI GASTRONOMICI, un tour nel mondo del gusto attraverso i sette vizi capitali. Si pensi a un pranzo o ad una cena, possibilmente tra amici, conoscenti o addirittura parenti. I 7 vizi, sotto forma gastronomica, usciranno tutti. Dalla gola all’invidia, dall’accidia all’avidità. Basta un banchetto per poter rappresentare i peccati capitali. Ma perderli è proprio un peccato…
Troppo facile citare un film come Ratatouille o Il Sapore del successo. Parliamo invece di un film recentemente caricato su Netflix che al centro non ha il cibo, ma lo utilizza come mezzo di comunicazione, come elemento fondamentale per la storia. Sto parlando del film “La finestra di fronte”, di Ferzan Ozpetek, noto regista turco tra i principali interpreti del cinema italiano in questo ultimi anni. Il film è uscito nelle sale nel 2004 prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, storici collaboratori del regista.
Il film narra la storia d’amore tra Giovanna, una moglie insoddisfatta della sua vita con due figli a carico, e Lorenzo della finestra di fronte. Giovanna (Giovanna Mezzogiorno), un giorno ritornando a casa incontra un signore in totale stato confusionario, afferma di chiamarsi Simone. Lorenzo (Raoul Bova) aiuterà Giovanna nella ricerca della casa del signore, attività che farà legare ancora di più gli innamorati, che non possono però dare sfogo al sentimento. L’uomo che diceva di chiamarsi Simone in realtà è Davide Veroli, ebreo ed omosessuale scampato al rastrellamento del 1943, durante il quale dovette scegliere se avvertire il maggior numero di persone o l’amato (il vero Simone). Davide, già da giovane fornaio-pasticcere, scelse di salvare quante più persone possibile (la donna che ora lo accudisce era una bambina salvatasi grazie a lui) e purtroppo Simone non si salvò; perciò, Davide ha trascorso l’intera esistenza a rimpiangerlo. Tornata la memoria, Davide spinge Giovanna inseguire i propri sogni. Anche lei è una grandissima appassionata di dolci. Bellissima la scena dove Davide prepara decine di dolci per Giovanna. Insegnerà molti segreti alla madre e moglie che nel frattempo ha alimentato la storia d’amore con Lorenzo. Il cibo, dunque, come motivatore di vita, spinta all’azione attraverso Davide. Il cioccolato nella sua dimensione di cibo “afrodisiaco” e il dolce come simbolo dell’amore (sicuramente più romantico un bacio perugina che una fetta di salame). Giovanna, comunque, non se la sente di andare avanti con Lorenzo, non vuole perdere la sua famiglia. Lui si trasferirà ad Ischia da li a breve. Lei prova a corrergli dietro, nella scena dove scende velocemente le scale, ma la macchina oramai è partita. Lei però finalmente ha il coraggio di abbandonare una vita che non la rende felice e trova lavoro in una pasticceria. Il lavoro che ama fare.
Per quanto riguarda il mondo del cooking show, forse il più famoso e quello visto maggiormente è sicuramente Masterchef Italia. Un programma dove circa venti persone si scontrano con diverse tipologie di gare per arrivare in finale e vincere un premio in denaro e la possibilità di pubblicare un libro di ricette, oltre naturalmente a raccogliere la fama e la bellezza della vittoria. Altro programma molto interessante guidato da Francesco Panella è Little Big Italy. Dal 2018, Francesco Panella, figlio d’arte e noto ristoratore romano, gira per il mondo e coinvolge italiani all’estero. Da una parte troviamo i clienti, italiani che vivono all’estero quali devono consigliare e portare Francesco e colleghi a pranzo o cena in questi locali. Per dirla con le parole del programma, alla ricerca del miglior ristorante di cucina italiana. Tre gli italiani all’estero in gara con i suoi locali. Votano tutti tranne chi “sponsorizza” il locale. I gettoni sono da 1 a 5.
Diego Diomedi vive a San Gemini, in Umbria. Storico dell’alimentazione e della gastronomia, collabora con “Umbria 7”, “Guide di Repubblica” e “Gambero rosso”. Ha preso parte come moderatore e come relatore a numerosi convegni e tenuto lezioni su tematiche enogastronomiche nelle scuole, all’Università e centri di formazione. Alunno di Massimo Montanari all’Università di Bologna, i suoi principali campi di ricerca sono la storia e l’antropologia alimentare. Collabora inoltre con diverse testate d’informazione. Per Edizioni Thyrus ha curato il libro “Conversazioni dantesche”.


