Il passo indietro dell’assessora Altamura: «Stop all’accorpamento Don Milani De Filis»

Bloccata la proposta della giunta comunale per ridimensionare le scuole ternane, Colagrande (M5S) replica: « Vittoria di docenti e famiglie per il passo indietro dell’amministrazione»

TERNI – Il progetto che prevedeva di mettere insieme la direzione didattica Don Milani con l’istituto comprensivo De Filis viene stoppato. Neanche un mese dopo la sua proposta. Era il 21 settembre quando l’assessore alla scuola del Comune di Terni, Viviana Altamura, aveva lanciato l’iniziativa. Il motivo dell’annullamento è dovuto al poco tempo che ha avuto a disposizione l’assessore per pensare bene alla situazione, condividendo la scelta anche con i presidi e i sindacati. L’Altamura, dunque, vuole rivedere in modo ponderato l’accorpamento, ragionando con i dirigenti scolastici in primis. Perché l’unione delle due scuole « non risponde in pieno alle esigenze del territorio e non fornisce soluzioni, di rimando crea ulteriori criticità. Credo che revocare un atto sia dimostrazione di senso di responsabilità e di rispetto per il mondo della scuola».

Sul tema si è esposta Cinzia Colagrande, coordinatrice scuola e relazioni sindacali M5S Terni: «Ad appena un mese di distanza dall’annuncio del dimensionamento della rete scolastica, l’amministrazione comunale è già costretta a fare marcia indietro. Parliamo della proposta che prevedeva, come unica sostanziale differenza rispetto al passato, la verticalizzazione tramite accorpamento dell’istituto comprensivo De Filis e della direzione didattica Don Milani. Ebbene a distanza di un mese è già arrivata la revoca del provvedimento. Un tentativo analogo era già stato fatto in passato ma, oggi come allora, vale la pena di ricordare che un provvedimento adottato prendendo in considerazione soltanto criteri numerici presenta criticità spesso maggiori di quelle che si propone di risolvere. Come evidenziato da più parti, sia dai docenti che dai genitori, la perdita di autonomia di un istituto va ben oltre il disagio dello spostamento fisico della segreteria centrale o del suo inevitabile sovraffollamento.  La fusione calata dall’alto di due istituti può sembrare la soluzione più semplice e rapida rispetto ad una rimodulazione complessiva della rete scolastica territoriale elaborata in maniera condivisa. Ma è quest’ultima l’unica strada da percorrere, come anche ribadito dalle stesse famiglie che ancora una volta con la loro mobilitazione sono state decisive, riuscendo a far riconoscere all’assessora alla scuola, Viviana Altamura, e a tutta la giunta comunale, come fosse prioritario valutare in maniera più attenta le ricadute del provvedimento sul tessuto sociale e culturale del territorio, acquisendo tutti gli elementi necessari e, soprattutto, senza opinabili fughe in avanti rispetto alla normativa nazionale. Certo non si può fare a meno di sottolineare che, ancora una volta, l’attuale amministrazione comunale agisca più per mostrare un’efficienza che però alla fine si rivela solo di facciata. Ben altra cosa è avere la reale conoscenza e capacità di risolvere le questioni ed i problemi della città. E’ inevitabile supporre che la giunta si ispiri al celeberrimo art. 27 del Regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie (1841), che ha per titolo ‘facite ammuina’».

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