M.BRUN.
TERNI – Il vicesindaco di Terni, Corridore, è il candidato alla presidenza della Giunta regionale dell’Umbria.
In verità – ascoltando bene il video dell’annuncio – ha già vinto: nell’annunciare che si vota a ottobre (non nel 2025, come tutti qui pensano?) spiega che la nuova avventura sarà «difficile (a noi le cose facili non sono mai piaciute)» e partirà da Terni. Ma subito promette slittamenti in alto per tutti i suoi sodali.
Alcuni saranno consiglieri regionali, alcuni avranno incarichi nella giunta.
L’ottimismo di Corridore è encomiabile. Ma la candidatura è una bella soddisfazione dopo la pesante batosta del saltato accordo vedo-non vedo con il Pd sulle nomine al Sii saltato. In fondo è anche un modo per gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Corridore si attende la disponibilità di tutti i suoi a candidarsi e questo è un refrain già sentito nella corsa per vincere Terni.
Afferma che è «un impegno di grande responsabilità e un onore». Poi spiega cosa sarà «quando governeremo l’Umbria», avendo Terni come punto di partenza perché «è stata martoriata dai governi precedenti» (perugini quindi attenti a voi).
Se si capisce bene, la scelta di partire da Terni è però obbligata visto che alcune rilevazioni su Perugia non sembrano dare adito ad ottimismo per Alternativa popolare.
La prospettiva della candidatura di Corridore è – come dire – di tipo irredentista, fa leva sulle rivendicazioni di una città per sollevare la Regione. Terni non è un Paese basco, ma di sicuro un po’ di malumore può essere coagulato.
Invece è sorprendente che non si candidi Bandecchi in persona alla Regione. E questa è la vera novità. Il Gran Livornese non è convinto del suo irresistibile fascino, capace di conquistare elettori fuori da Terni?


