TERNI – «Il sindaco Bandecchi invitando ad abbassare gli affitti dei negozi per favorire le attività commerciali del centro città, apre una questione importante dovuta all’assenza di un fisco equilibrato sommato all’aumento delle bollette e dei servizi pubblici obbligatori».
«Impossibile – sostiene Confedilzia Terni – far quadrare entrate ed uscite. Troppi balzelli, costi fuori da ogni grazia di dio: immondizia, affissioni, suolo pubblico, insegne, passi carrabili, tende, vetrofanie, tasse camera di commercio, canoni tv». Aprire un’ attività commerciale è da eroi se non è una multinazionale perché a tutto ciò poi si aggiunge l’affitto, anch’esso divenuto insostenibile ma non per l’ingordigia dei proprietari. I canoni lievitano per le tassazioni fuori misura dell’Imu, della quota Tari, dei consorzi di bonifica, dell’Irpef sui redditi, delle spese condominiali e di manutenzione straordinaria. «Alla fine dell’anno anche per i proprietari non è assolutamente certo che il bilancio sia positivo anche per il rischio delle morosità sempre più frequenti. Sulle proprietà immobiliari e sulle attività in esse svolte lo Stato ha veramente inflitto tutte le tasse possibili – segnala sempre Confedilizia – riducendo per questo motivo i valori immobiliari, il cui investimento oramai non lo vuol fare più nessuno se non per la prima casa, anch’essa divenuta impossibile per il raddoppio dei tassi di mutuo. Tutto il sistema economico collegato alla casa è stato demolito dal raddoppio Imu che in 12 anni ha non solo impoverito gli italiani ma anche lo Stato che ha visto ridurre di 5 volte le compravendite e conseguentemente le tasse collegate. Un suicidio erariale ed economico solo per indirizzare risparmi nella finanza che abbiamo visto che fine hanno fatto le liquidità e le pensioni nei vari fallimenti di fondi e banche».
«Oggi ridurre i canoni già all’osso per i motivi sopradetti non risolve il problema del commercio, i balzelli triplicano la spesa da sostenere, questi dovrebbero essere veramente dimezzati in modo da incrementare attività che il sistema economico locale possa rifiorire.
Non da ultimo ricordo che i ternani per promessa regionale di oltre 10 anni orsono per il risarcimento dell’avere inceneritori avrebbe dovuto avere la tariffa rifiuti dimezzata. Parole parole parole. Adesso il Sindaco ha promesso che i ternani non pagheranno più energia perché è un territorio produttore, ed ha invocato per questo dei diritti già riconosciuti in altri territori italiani. La città deve sostenere con le proprie risorse e ricchezze se stessa, questo è sacrosanto, riuniamo però le forze in modo razionale ripianificando sia il commercio che le fiscalità e pubblici servizi ad esso collegate».


