r.p.
PERUGIA – Paura in piazza Matteotti martedì mattina, quando intorno alle 8, con una telefonata agli uffici, è scattato un allarme bomba nel palazzo di Corte d’appello e procura generale.
La struttura è stata evacuata, con tutti i dipendenti, i magistrati e gli utenti già presenti a quell’ora fatti uscire e poi allontanare dal palazzo. Anche le vie limitrofe alla piazza sono state chiuse per svolgere in sicurezza i controlli: tutta l’area del centro storico è stata letteralmente bloccata per ore. Sul posto, al lavoro gli uomini del Nucleo artificieri antisabotaggio dei carabinieri, mentre la polizia locale di Perugia ha chiuso e transennato tutta la zona. Intervenuto immediatamente anche personale della polizia di Stato, della guardia di finanza, oltre ai vigili del fuoco.
Dopo aver evacuato l’edificio – unitamente ai locali commerciali sottostanti e all’ufficio postale – e interdetto l’area, gli artificieri dell’Arma dei carabinieri e il personale della polizia di Stato hanno effettuato una bonifica dell’intero stabile che ospita gli uffici giudiziari che ha dato esito negativo.
Nella telefonata, pare che la rivendicazione abbia fatto riferimento a una vendetta «per i fratelli di Hamas»
Poco prima di mezzogiorno, dopo che tutti i controlli sono stati effettuati – sul posto anche il sindaco Andrea Romizi, l’assessore comunale Luca Merli e il procuratore generale Sergio Sottani – il personale ha ricevuto l’ok per rientrare nel palazzo.
La procura della Repubblica di Perugia, informata dell’esito dell’attività svolta dalla locale Digos, disporrà gli approfondimenti investigativi finalizzati all’individuazione dell’autore delle telefonate anonime in argomento.





