R.P.
GUBBIO (Perugia) – L’unione fa la forza, soprattutto quando si superano i confini e si creano le condizioni per una collaborazione fattiva. Seconda tappa per il convegno sulla Città Appenninica, che si terrà a Gubbio, nella sala Trecentesca di palazzo Pretorio, venerdì 10 novembre. Dopo l’appuntamento dello scorso luglio a Fabriano, i Comuni del Distretto dell’Appennino umbro-marchigiano si ritrovano ora nella città dei Ceri per approfondire il percorso di rilancio dell’area tra Marche e Umbria, intesa come un grande spazio urbano nel cuore delle aree interne del Paese.
Organizzato dal Comune di Fabriano, coordinatore pro-tempore del Distretto, e dal Comune di Gubbio, insieme all’Associazione culturale per lo sviluppo dell’Appennino umbro-marchigiano e con l’affiancamento scientifico di Symbola, la Fondazione per le qualità italiane, il programma del convegno “La Città Appenninica. Territorio e politiche tra Marche e Umbria” si dipana nell’intera giornata di venerdì 10 novembre dalle 10 alle 18. Ricco il parterre dei relatori e degli interventi.
S’inizia il mattino con i saluti istituzionali dei sindaci di Gubbio e di Fabriano, Filippo Mario Stirati e Daniela Ghergo, e del presidente dell’associazione Piero Chiorri. L’introduzione e il coordinamento della giornata è affidato a Fabio Renzi, segretario generale Fondazione Symbola. Seguono per la sessione “le politiche per la Città Appenninica”, le relazioni di Serena Tarangioli, dirigente Crea, sul settore primario; di Gian Mario Spacca, vicepresidente Fondazione Merloni, sullo sviluppo imprenditoriale; di Cristina Colaiacovo, presidente Fondazione Perugia, su cultura e turismo; di Pietro Marcolini, assessore alla progettualità Comune di Fabriano, sui servizi territoriali.
Su ciascuno di questi ambiti tematici il convegno avvia formalmente la costituzione di specifici tavoli di lavoro programmatico che dovranno restituire in tempi definiti delle proposte progettuali riferite al territorio e traducibili concretamente. Le linee d’indirizzo avanzate dai relatori saranno, poi, discusse da tre personalità di rilievo nazionale: Lorenzo Bellicini, direttore Cresme, Aldo Bonomi, sociologo e direttore consorzio Aaster, Marco Bussone, presidente nazionale Uncem.
Nel pomeriggio si riprende con la sessione riservata alle “esperienze e buone pratiche per la Città Appenninica”. A portare il loro contributo per l’innovazione territoriale sono diverse personalità rappresentative di mondi vitali, che, a partire dalle loro esperienze, indicheranno cosa si potrebbe fare per lo sviluppo sostenibile dell’area del Distretto.
Nello specifico interverranno Giuseppe Allegrucci, presidente Università dei Muratori, Lorenzo Burzacca, vicepresidente Consorzio Frasassi, Marco Caprai, imprenditore vitivinicolo, Sara Capuzzo, presidente èNostra, Paolo Ceccarelli, direttore Spazio liuteria, Dennis Luigi Censi, presidente Fondazione Carifac, Cristina Galassi, direttrice scuola di specializzazione in Beni storico-artistici Università di Perugia, Riccardo Maderloni, presidente Gal Colli Esini – San Vicino, Marco Menichetti, docente di geologia strutturale Università di Urbino, Francesca Maria Sarti, docente di zootecnia generale e miglioramento genetico Università di Perugia, Maurizio Serafini, assessore alla comunità e alla solidarietà Comune di Fabriano, Danila Versini, co founder Manualis Cartiera in Fabriano.
Le conclusioni della giornata sono affidate a due personalità istituzionali di primo piano: il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli e la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei.
Il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, si dice «particolarmente lieto di ospitare nella nostra città questo secondo appuntamento de ‘La Città Appenninica’, alla cui base vi è una riflessione che in questi anni è stata il fondamento del nostro lavoro amministrativo: mettere al centro il territorio, condividere politiche e servizi, crescere tutti insieme attraverso una mentalità progettuale che affronta le problematiche andando nel merito delle soluzioni possibili. È un metodo di governo che riguarda in particolare chi vive nelle aree interne, chiamati a fare di necessità virtù, per cui rinsaldare la collaborazione con il versante marchigiano dell’Appennino è una scelta che riteniamo naturale e proficua».
L’idea della città Appenninica, sostiene il sindaco di Fabriano Daniela Ghergo, è fortemente evocativa «dell’identità e dell’immaginario di un ampio territorio tra Marche e Umbria che, al pari di altri territori contermini per morfologia, storia, cultura e prospettive, è chiamato a collaborare, confrontarsi, condividere. Senza una trama che abbia le caratteristiche di una città diffusa, con dei poli urbani di servizio ad un territorio sì antropizzato, ma alle prese con le sfide del saldo demografico e dei cambiamenti climatici, il futuro rischia di essere più difficile. È questo il senso della nostra collaborazione».
Così il presidente dell’Associazione culturale per lo sviluppo dell’Appennino umbro-marchigiano, Piero Chiorri: «Dal turismo alla cultura, dalle infrastrutture allo sviluppo imprenditoriale, dai servizi allo sviluppo delle filiere agro-ambientali, ci sono terreni di iniziativa e di sperimentazione declinabili concretamente con questa seconda tappa de ‘La Città Appenninica’ in terra umbra facciamo un passo in avanti rispetto a qualche mese fa. Parte un lavoro programmatico basato sul concetto di una nuova centralità della montagna a cui affidiamo la definizione di proposte e progetti su cui come associazione daremo il nostro contributo».
Per il segretario generale della Fondazione Symbola, Fabio Renzi «l’appuntamento di Fabriano è stata l’occasione per confrontarsi e raccogliere disponibilità e volontà per il rilancio del Distretto dell’Appennino umbro-marchigiano, con l’incontro di Gubbio si avvia ora il lavoro di individuazione degli assi strategici di riferimento per le iniziative progettuali che si intendono sollecitare, sostenere e sviluppare per costruire nuove condizioni di attrattività sociale, economica e culturale del territorio».


