di Marco Brunacci
TERNI – Il maxi piano, un miliardo e 20 milioni di euro e di investimenti, niente mai di simile per Terni, per l’Umbria, per un sito industriale di queste parti, comunque partirà nei tempi previsti, ultimate le formalità ormai solo burocratiche, da qui a fine anno, al massimo ai primi di gennaio.
Ora la domanda invece è questa: dopo l’ultima esternazione, un fiume in piena di parole in libertà a metà tra il “dico tutto e il contrario di tutto” da teatro dell’assurdo come segnalato ieri (il meglio di Beckett e Ionesco) e lo sfogo di un Nightmare che ha preso troppi caffè, quanti problemi può creare il sindaco Bandecchi alle Acciaierie, all’Accordo di programma e a Terni e all’Umbria tutta?
Analizziamo:
1.Il sindaco ha poteri solo sulla discarica, per la quale deve bandire gare perché venga riambientata e si possa utilizzare in futuro. Ma soprattutto perché i liquidi non percolino sulle falde e inquinando in maniera pesante zone intere e relative falde acquifere, diventando la bomba ecologica che ancora non è. Qui Bandecchi può incidere in maniera negativa. Se non parte subito con quello che deve fare, indire gare che poi vengano finanziate dal Gruppo Arvedi, come da accordo col Ministero, si rischiano conseguenze serie. Ben inteso: c’è sempre l’Arpa che può intervenire. Ci sono dei limiti che non possono essere superati. Ma la questione può essere mandata avanti per tanto e tanto tempo. Qui alla fine ci possono essere problemi veri.
2.Il sindaco invece non ha alcun potere sull’Accordo di programma, che è stato siglato da Regione, Governo italiano e Commissione europea, d’intesa col gruppo Arvedi. Dire che il gruppo Arvedi – testo dell’irraggiungibile sindaco di Terni – è “l’unico che ci guadagna” e che il miliardo non arriverà sono amenità che lasciano il tempo che trovano. Ascoltare Bandecchi è sempre più un inutile dispiego di energie auricolari. Quindi qui tutto andrà avanti come da intese raggiunte. E il sindaco, al massimo, potrebbe – qualora volesse – interpretare il ruolo di menagramo.
3.Dando invece un’interpretazione psicologica alla ruggine che il sindaco riserva al gruppo Arvedi, che investirà su Terni poco meno di 800 milioni di euro suoi, tutto diventa più facile. A tanti osservatori sembra di capire che il sindaco soffra di una mancanza di attenzione, di una vera e propria carenza di affetto da parte del grande gruppo industriale. Ma se la domanda è: che altri impedimenti può creare, la risposta è semplice: praticamente nessuno. Magari da Cremona potrebbero correre ai ripari spedendo a palazzo Spada un biglietto natalizio più caloroso, magari regalandogli un’agenda. Ma non è questo il fronte pericoloso. Il sindaco e il gruppo industriale possono continuare a stare uno da una parte e uno dall’altra senza che la città ne soffra.
4.Nel messaggio audio di Bandecchi che annuncia la sua sterminata esternazione, il sindaco dice che la destra è qui e che è là, invece la sinistra è meglio. La domanda resta: quali problemi può creare Bandecchi? Se la sinistra al pari della destra non gli danno retta, praticamente dal fronte della politica non ci sono problemi.
5.Conclusione: certo, alcuni passaggi dell’esternazione di Bandecchi, sono da incubo (per il futuro della città), ma i pericoli, alla fine, possono essere limitati alla discarica. E anche sulla discarica Bandecchi non ha poteri assoluti. Ma è la città che si deve tutelare.


