Terni “carissima”, per chi vive e lavora nella Ztl

Confartigianato fa il paragone del biccchiere mezzo vuoto e mezzo pieno: bene il taglio del permessi male l’aumento delle tariffe

TERNI – L’apertura della Ztl, i controlli, le multe, le soste selvagge, le petizioni dei residenti, il taglio dei permessi, gli aumenti. Tutto nell’arco di quattro mesi: l’apertura sperimentale iniziata l’8 dicembre, la stretta sulle targhe autorizzate con decorrenza aprile 2024. Ma c’è un ma. «Se da un lato è un bene che in centro si introduca il limite di 30 km orari e si amplino le aree pedonali, dall’altro è penalizzante per le attività commerciali e artigianali che vengano interdette al transito alcune zone». Confartigianato solleva tutte le criticità contenute nel nuovo regolamento: le aree pedonali, ad esempio, se da un lato contribuiscono alla vivibilità del centro città, dall’altro, rappresentano una trappola per le attività produttive se delimitate da divieti di transito senza predisporre  sistemi moderni di consegna delle merci.  «La difficile situazione delle imprese del centro non potrebbe sopportare né una riduzione dell’accessibilità – dice in sostanza Confartigianato –  né tantomeno eventuali nuovi oneri in generale e in particolare per la realizzazione e gestione di indispensabili nuovi sistemi logistici».

Stesso discorso per i permessi. «Mentre è fortemente positiva e condivisa la decisione di limitarne il numero complessivo che era ormai fuori controllo, riteniamo che la riduzione debba colpire gli abusi ed essere accompagnata dalla salvaguardia delle oggettive necessità di accesso. La riduzione dei permessi per imprese di manutenzione, impiantisti e artigiani, se non accompagnata da sistemi che garantiscano uguale se non migliore facilità di intervento, potrebbe avere  il risultato inverso di creare ulteriori difficoltà alle imprese localizzate e ai privati residenti».  E poi c’è quell’incremento di tariffe «che non appare giustificato né dalle effettive operazioni di rilascio da parte degli uffici comunali, né dall’incremento dei prezzi, essendo ben superiore anche all’inflazione cumulata degli ultimi anni». Vediamoli. Per gli artigiani il primo permesso passa da 60 a 100 euro, il secondo da 90 a 150 euro (scadenza annuale). Non va meglio per i commercianti e gli agenti di commercio con incremento da 60 a 100 euro l’ anno per la prima macchina, da 90 a 150 per la seconda. Parliamo di incrementi  che vanno dal 65% al 70%. A questi vanno aggiunti, per tutti, i 20 euro delle spese  istruttorie. In sintesi un commerciante che ha il negozio all’interno della Ztl deve tirare fuori almeno 120 euro l’ anno per “avvicinarsi” in auto. Va ancora peggio per i medici, passano da 20 euro con validità permanente a 60 euro l’ anno. Aumento del 200%. Per le auto ibride poi gli incrementi sono incalcolabili.  Se fino ad oggi erano tenuti solo al pagamento di una  marca da bollo da 16 euro, ora arriveranno a pagare fino a 800 euro l’ anno!

Per il vicesindaco le critiche di Confartigianato ci stanno tutte. Ma sono anche di apprezzamento per l’azione  di Palazzo Spada. «Per troppi anni la politica ha difeso ad oltranza una Ztl ferrea negli orari ma non nei permessi, oltre 23 mila, un assurdo  sottolinea Riccardo Corridore  – noi invece abbiamo messo mano agli orari e ai permessi in un’ ottica di governo che affronta i problemi». «Giustissimo non penalizzare il mondo del lavoro e in particolare quello artigiano – aggiunge Corridore – che garantisce servizi indispensabili a tutta la cittadinanza, anche ai residenti del centro. Le questioni poste da Confartigianato le stiamo valutando con grande attenzione. 
Posso dire fin da subito che l’ orientamento è di accogliere le richieste di deroga avanzate formalmente dalle imprese. Per la vettura sostitutiva basterà invece una semplice mail a Terni Reti.  Lo spirito della riforma è che comunque chi deve entrare per garantire servizi, privati o pubblici che siano, deve averne diritto. Rammento, come già fatto dall’ assessore Iapadre, che è stata istituita una apposita commissione per valutare le richieste che non trovano risposta automatica dal nuovo regolamento.  Per quanto riguarda i nuovi costi del permesso è vero, c’è stato un adeguamento che però si rifà a parametri adottati da città delle dimensioni di Terni. Posso assicurare che parte dei proventi andranno per la sicurezza stradale, ad iniziare dallo stato della rete viaria delle zone artigianali che al momento, per il  cattivo stato di manutenzione, crea danni proprio ai mezzi degli artigiani».

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