di Marco Brunacci
PERUGIA – Fine anno. Pronti con i bilanci. Quello del turismo è una marcia trionfale. I 7 milioni di visitatori sono a un passo, visto anche il trend positivo di queste feste.
Ma per evitare che i passati assessori al turismo regionale dicano che in fondo questo traguardo non è niente di che, bisogna fin da subito mettere nel mirino quota 8 milioni.
E se il 2023 è stato un anno positivo, è dal progetto 2024 che deve venire il salto di qualità per l’Umbria. Insomma, il suggello alle scelte della promozione e la dimostrazione di avere qualcuno che ama la regione lassù.
Uno che se ne intende come l’inventore di Eurochocolate, Eugenio Guarducci, dice che 8 milioni di visitatori sono da considerarsi un obiettivo realistico.
Impossibile dare torto a un tipo come lui, che da ottobre prossimo metterà nel cocktail dell’offerta umbra la sospirata città del cioccolato (modello Colonia) ora in costruzione dentro il Mercato Coperto di Perugia.
L’aeroporto San Francesco aggiunge rotte per portare gente (e le critiche dell’opposizione sono i migliori argomenti della riuscita del progetto di incremento dello scalo portato avanti dalla Regione), ora c’è anche il segmento del lusso finalmente in movimento. Il resort col golf di Antognolla è già una piccola metà da sogno da condividere (in attesa di completamento) nel mondo, il treno dell’Hilton La Rosetta in partenza a Perugia è soprattutto un grande segnale di risveglio e di attenzione al futuro dell’hotellierie di classe (e anche l’inizio di una diversa narrazione del centro storico perugino).
Ecco alcuni temi della sfida cruciale del 2024.
Ma non senza concludere lanciando un fascio di luce su una autentica ripartenza delle presenze a Perugia, con tutto quel che significa in ricadute economiche che non è neanche necessario elencare.
L’Università è riuscita a far tornare oltre trentamila studenti in presenza in città. Conta per un serie infinita di cose, dal brand fino alla minima cena di laurea.
La Regione ha fatto la sua parte (in carta trasporti e in contributi con Isee relativamente alta).
I vertici dell’Ateneo, senza neanche mettersi a far le corse, hanno tirato le reti di una buona fama e di una corretta gestione.
Da qui bei segnali per un buon 2024.


