Il Pd di Perugia va allo scontro frontale su progettualità e finanziamenti. E Polinori chiarisce: «A sindaco non mi candido»
PERUGIA – Accantonati intrighi e beghe parlamentari, almeno fino a stasera, quando in segreteria comunale si tornerà a parlare di candidature alle politiche di marzo, per gli alti vertici del Pd di Perugia è di nuovo tempo di guardare al di qua del selciato.
A palazzo dei Priori, quindi. Alle faccende di immediata competenza del segretario comunale, Paolo Polinori, e del capogruppo del partito, Diego Mencaroni. Allineati: «Alle anomalie recentemente rilevate dalla Corte dei Conti, Romizi ribatte lamentando scarso afflusso di fondi regionali e statali nelle casse del Comune?», la domanda retorica. «Dichiarazioni farneticanti e mistificatorie», la risposta scontata.
«A Perugia sono arrivati oltre 100 milioni. Non si è mai visto nulla del genere nella storia recente del Comune», incalzano i due. Che poi scendono nel dettaglio dei progetti per cui l’amministrazione «ha fatto una campagna di comunicazione, con tanto di manifesti 6×3, dove si magnifica l’operato della giunta» senza «tenere in considerazione l’origine e la sostenibilità finanziaria» degli stessi. Progetti in parte definiti e presentati dalle passate amministrazioni, fanno presente Polinori e Mencaroni. In altra parte finanziati, come nel caso di Fontivegge, «perché il bando nazionale di riferimento, il bando Periferie, alla fine ha distribuito fondi a pioggia, premiando di fatto tutti i progetti presentati».
«Ciò che manca a questa maggioranza è la responsabilità e l’onestà intellettuale e morale per poter condividere ed allargare progettualità forti ed importanti che riguardano tutta Perugia ed anche una terribile presunzione nell’andare a stravolgere progetti di alta qualità peggiorandoli ed impoverendoli come per l’ex tabacchificio e la biblioteca degli Arconi», scrive all’unisono il gruppo consiliare in una nota. «Non c’è una visione generale della città e una progettualità nel medio periodo», insiste.
Il futuro candidato sindaco
Meno di un anno alle elezioni amministrative. Come si proporrà, allora, il Partito democratico? «Intercettando le esigenze dei cittadini – la risposta di Polinori -, soprattutto dei deboli, delle minoranze, di chi si trova in difficoltà. Dobbiamo aprirci, ricollocarci nel vissuto e nella quotidianità della gente». E quale candidato proporrà alla carica di sindaco? «Un uomo o una donna credibile, un o una garante delle nostre buone intenzioni. La campagna elettorale sarà impegnativa, si giocherà in due riprese, come una partita di calcio. E il candidato dovrà “giocare” il più possibile, non possiamo affidarci a chi entra in campo a pochi minuti dalla fine sperando di far gol. Io? No, io non mi candido. Ho altri compiti».


