Aurora Provantini
ORVIETO – «Per Natale ci siamo regalati Orvieto». Arrivati dalla Campania il 27 sera, Antonio e Fabiola li incontri in Piazza del Popolo in attesa dei Funk Off ogni pomeriggio: «Molti nostri amici ci hanno fatto trovare sotto l’albero i biglietti dei concerti al Mancinelli. Resteremo nella città delle Rupe fino al 2 gennaio per goderci la magia del festival più bello del mondo». «Il programma così ricco che non riusciremo a seguire tutti gli spettacoli, ma è Orvieto il vero spettacolo».
Nella città della Rupe il Capodanno è da tutto esaurito: Mancinelli, Palazzo del Popolo, Palazzo dei Sette, alberghi, ristoranti e locali sold out. Turisti e appassionati di jazz calamitati dall’offerta culturale. Solo nella cinque giorni di Uj, 22 band residenti, 79 spettacoli, 140 ore di musica assicurate. Con il pubblico che ha il suo itinerario e che, quando si sposta da una location all’altra, incrocia e saluta gli artisti residenti. Le location, d’altronde, tutte le centro storico. Quella più suggestiva: il cuore di Orvieto, ormai palcoscenico dei Funk Off.

Suoneranno sul sagrato del Duomo anche a mezzanotte per accompagnare il pubblico nel nuovo anno. E la cattedrale, poche ore dopo, ospiterà i canti religiosi del coro Gospel, nella Giornata Mondiale della Pace.
I cenoni anche nel Palazzo dei Sette – Meeting Point Bistro, nella Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo, Jazz Lunch e Jazz Dinner. Musica no stop, insomma. Con Cécile McLorin Salvant Sextet alle 16,30 a Palazzo del Popolo e con il Virginia State Gospel Choir, di scena al Mancinelli alle una del primo gennaio. Nella prima edizione di Umbria Jazz Winter in cartellone c’erano ben due cori gospel e poi almeno uno in quasi tutte le edizioni del festival, tanto da rappresentare un tratto identitario dell’edizione Winter. Lo sorso anno è mancato l’appuntamento con la musica religiosa che torna imponente (30 elementi sul palco) per il trentennale con uno tra i cori più attivi e rinomati della scena gospel, fondato nel 1971, è composto da giovani musicisti laureati alla Virginia University e da solisti di riconosciuto talento che provengono da vari ambienti musicali.


