La favola delle nuvole e del profumo

Burattini, marionette, pupazzi e attori: la domenica si va al teatro di Figura di Perugia

Ecco tutto il programma della seconda parte della stagione

di Francesca Cecchini

PERUGIA – Prosegue, dopo una piccola pausa durante le festività natalizie, la stagione di teatro ragazzo promossa da Tieffeu al teatro di Figura di Perugia, arrivata alla sua decima edizione e iniziata lo scorso 7 gennaio con il primo spettacolo dell’anno. In scena dodici spettacoli per tutta la famiglia che, tra burattini, marionette, pupazzi e attori, si susseguiranno fino al prossimo 7 aprile quasi tutte le domeniche alle 17.30. Particolare attenzione sarà data alle fiabe classiche, adatte soprattutto ai piccoli ospiti.

Si inizia domenica 17 gennaio con “La favola delle nuvole e del profumo” della compagnia Proscenio Teatro di Fermo (consigliato per bambini dai 5 anni), con Enrico Verdicchio e Roberto Rossetti e la regia di Giacomo Zito.
Esopo, Fedro, La Fontaine, Basile, i Fratelli Grimm, Charles Pearrult, tanto per ricordare alcuni tra i maggiori inventori di favole della nostra storia, autori che ci hanno regalato un patrimonio di vicende che gli uomini si raccontano da secoli, senza che le stesse abbiano perso di forza, magia e significato. Lo spettacolo si inserisce in questo solco narrativo e vuole essere una favola moderna, un’altra ancora, perché il piacere di inventare e raccontare storie non può essere limitato ad un momento della storia, continua con la vita stessa e da questa trae spunto e origine.

Fiabe al telefono Tieffeu

Domenica 21 gennaio “Fiabe al telefono” della compagnia Tieffeu (consigliato a partire dai 3 anni) con Claudio Massimo Paternò e Ingrid Monacelli, regia di Mario Mirabassi.
In scena la storia di Giovannino, bambino affascinato dalla comunicazione digitale e dagli strumenti in uso quotidiano nella sua famiglia. Giovannino fa spesso i capricci perché vuole essere costantemente connesso con queste macchine infernali, ruba spesso il cellulare alla mamma; anche quando sta mangiando vuole sempre vedere sul tablet o sulla tv i soliti cartoni e non si stanca mai di rivedere sempre la stessa storia. Già conosce perfettamente l’uso di questi strumenti che, nonostante l’età, riesce a controllare perfettamente da solo; è capace di navigare nel web scegliendo le cose che lo attraggono di più. Insomma la sua vita è accompagnata dalle stesse immagini elettroniche, gli stessi e ripetuti Jingle che lo rendono apparentemente felice e tranquillo, solo così riesce a star buono. I genitori cominciano a preoccuparsi, si disperano ma subiscono i suoi capricci e per non sentirlo urlare lo assecondano. Perché Giovannino è diventato così? Sicuramente perché anche i genitori sono digital-dipendenti. Ad un certo punto qualcosa sembra cambiare. Un giorno che è a casa ammalato arriva la nonna, che non ha il cellulare e gli propone “Il gioco dell’immaginazione”.

Hansel e Gretel

Domenica 28 gennaio “Hansel e Gretel” della compagnia degli Sbuffi (consigliato a partire dai 4 anni), con Rita Lamberti e Matteo Biccari, regia e drammaturgia di Aldo De Martino.
Tutto ha inizio quando Ramona decide di andare a vivere da sola e Gabriele decide di andarle a far visita. Dall’incontro/scontro tra i due fratelli nasce la storia parallela di altri due più celebri fratelli: Hansel e Gretel. Povero Taglialegna,così povero e con una seconda moglie così dura di cuore da pensare che si possono calmare i morsi della fame nera sfamando due bocche anziché quattro. Andò proprio così che i piccoli Hänsel e Gretel furono accompagnati e persi nel bosco per ben due volte. La storia è risaputa, Hansel dorme poco (saranno mica i morsi della fame?) e, non visto, scopre le trame dei genitori si riempie le tasche di brillanti e bianchi sassolini e riconduce la sorella sicura in una mal sicura casa. Ma la seconda volta, sostituite le pietruzze con delle briciole, un albero varrà un altro, una foglia somiglierà a cent’altre. Ci sono strade che portano nel bosco dove la luna rischiara le pietruzze pallide e gli uccelli mangiano le briciole. Ci sono strade nel bosco che portano a vecchie streghe e a case di cioccolata e marzapane. Ci sono vecchie streghe nei boschi, che vivono in case di marzapane e cioccolata ed accumulano, chissà perché, enormi ricchezze che possono far felici bimbi persi e ritrovati.

Il manifesto dei burattini

Domenica 4 febbraio “Il manifesto dei burattini” di Teatrino dell’Es (consigliato a partire dai 4 anni), con Vittorio Zanella e Rita Pasqualini.
Lo spettacolo vuole ripercorrere le differenti fasi del teatro di figura e di animazione, attraverso tematiche culturali differenti del nostro secolo. Dedicato al maestro di Vittorio Zanella, Otello Sarzi Madidini. La messinscena si articola in vari momenti, ognuno con tecniche differenti: dalle marionette a filo mosse da un unico animatore ai burattini a guaina, dalla recitazione dialettale e animazione a vista al teatro in nero con oggetti in spugna, dai pupazzi in gommaspugna al mimo a mezzo busto, dalle ombre cinesi su diapositive a dissolvenza incrociata alle marionette a bastone.

La fiaba dei super eroi

Domenica 18 febbraio “La fiaba dei super eroi” della compagnia Tieffeu (consigliata a partire dai 3 anni), di e con Giancarlo Vulpes, pupazzi di Ada Mirabassi.
Principi, principesse, fate, maghi, nani e folletti dai super poteri cercano di difendere Cappucetto Rosso, Pollicino e tutti gli altri bambini del regno incantato, dai mostruosi e perfidi piani dei cattivi delle fiabe. Ma, come tutti, nessuno è perfetto e anche i super eroi hanno il loro punto debole. E se i cattivi riusciranno a scoprirlo? Forse questa volta avranno la meglio e sarà davvero la fine del regno incantato e di tutte le fiabe?

I tre porcellin

Domenica 25 febbraio “I tre porcellini” della compagnia Pupi di Stac (consigliato a partire dai 3 anni), di Enrico Spinelli, pupazzi di Roberta Socci, regia di Patrizia Morini e Andrea Monticelli.
La mamma è arrabbiata coi suoi tre porcellini che litigano di continuo. Decide che debbano andarsene da casa e affrontare ciascuno la sua vita. I fratelli non trovandosi d’accordo decidono di costruire ognuno la propria casa. Si assiste alle tre costruzioni, dalla più accurata a quella rapida e sbrigativa del più piccolo. C’è però in giro un lupo affamato che deve anche compiacere la moglie petulante. Col potente soffio fa volare via la paglia della casetta del piccolo Ciccio che però riesce a sfuggirgli e a rifugiarsi nella casa di legno del fratello Bernardo, che ama fare lo sbruffone. Con uno spintone il lupo riesce a sgangherare anche la seconda casetta, ma non acchiappa i due porcellini che si rifugiano dal maggiore, Andrea, che ha costruito una bella casa di mattoni e calcina. La lupa dà l’ultimatum al marito: vuole in tavola al più presto una pietanza di maialino. Gianrico, così si chiama il lupo pasticcione, le prova tutte ma la costruzione è fatta a regola d’arte e dunque resiste. Si traveste da vecchietta ma viene smascherato. Cerca di introdursi infine dal comignolo ma cade nel pentolone preparato apposta dai tre porcelli e finisce bruciato dall’acqua bollente e bastonato dalla moglie. La mamma, pentita della sua severità, teme che i piccoli siano stati preda del lupo, ma li ritrova sani e salvi assieme a una buonissima pastasciutta.

I lupi sono cattivi

Domenica 3 marzo “I lupi sono cattivi… Solo nelle favole” della compagnia LaGrù Ragazzi (consigliato a partire dai 4 anni), con Oberdan Cesanelli, Stefano Leva e Lorenzo Palmieri, di Oberdan Cesanelli, pupazzi di Sollange Ramirez.
Il lupo cattivo è un personaggio ricorrente nella narrativa popolare, nelle favole, e incarna il ruolo del cattivo, rappresentazione simbolica del male e del pericolo dal quale tenersi alla larga. Cappuccetto Rosso, i sette capretti, i tre porcellini, sono solo alcuni degli esempi in cui l’animale più nobile dei nostri boschi fa il feroce predatore e, di conseguenza, finisce quasi sempre male. Nello spettacolo il lupo viene catturato e prima di essere giustiziato, viene processato: si svolge così un vero e proprio dibattimento, con avvocato difensore e pubblico ministero, testimoni (che non possono che essere proprio loro, i protagonisti delle malefatte del lupo) e un giudice un po’ distratto. Verranno così ripercorse le vicende del lupo attraverso le varie testimonianze e tra esilaranti colpi di scena e inaspettati imprevisti sarà proprio il pubblico a decidere se condannare o no il pericoloso criminale.

Le penne dell'orco

Domenica 10 marzo “Le penne dell’orco” della compagnia Il Teatro delle Dodici Lune (consigliato a partire dai 4 anni), di e con Italo Pecoretti, burattini Tailor’s e co., liberamente tratto dall’omonimo racconto presente nella raccolta “Fiabe italiane” di Italo Calvino.
Una principessa rapita, un re ammalato e soltanto le miracolose penne dell’orco in grado di salvarlo. Per fortuna un coraggioso giovane affronterà ogni ostacolo per salvare il re, e con l’aiuto di un frate pazzerello, un conte ed una simpatica talpa, ritroverà la sua innamorata, mandando in malora i piani malvagi del diavolo che come è risaputo, nulla può contro il vero amore. A fine spettacolo i bambini avranno occasione ci conoscere più da vicino i burattini.

Il gatto e la volpe

Domenica 17 marzo “Il gatto e la volpe” della compagnia Il Cerchio (consigliato a partire dai 5 anni), di Mario Mascitelli, anche interprete con Mario Aroldi.
Tutti conosciamo i due personaggi del libro “Pinocchio” per ciò che combinano durante il racconto ma quale sarà la loro vera storia? Immaginiamo una panchina e un piccolo alberello bonsai dove i due, in attesa che arrivi Mangiafuoco a cui vendere Pinocchio, si raccontano e ricordano la loro vita passata e di come si siano ridotti in quello stato. Vorrebbero andare via ma non riescono perché capiscono che in quel luogo si sta svolgendo qualcosa d’importante e che esiste qualcosa di più importante degli zecchini d’oro di Mangiafuoco nascendo una nuova amicizia.

L'Omino dei sogni e l'Omino delle nuvole

Domenica 24 marzo “L’Omino dei sogni e l’Omino delle nuvole” della compagnia Giallomare Minimal Teatro (consigliato a partire dai 4 anni), liberamente tratto dall’opera omonima di Gianni Rodari, con Alice Bachi, di Renzo Boldrini.
L’Omino dei sogni e l’Omino delle nuvole, Arturo e Noè, sono due personaggi ispirati agli Omini di Rodari, da cui prendere spunto per inventare due storie che fondono recitazione, immagini e suoni in un’unica partitura per dialogare in modo attivo con i piccoli spettatori: Arturo che dal suo grande sacco seleziona i sogni adatti a colorare il buio, Noè che trasporta il pubblico in un mondo così antico in cui tutto era bambino, piccino, tanto che il pollo era un pulcino e la torta un pasticcino. Nella storia c’è anche un gran temporale e anche un’arca di bambini che con la fantasia salvarono il mondo.

Domenica 7 aprile “Al mare” (consigliato a partire dai 3 anni), autore e regia Claudio Massimo Paternò, anche interprete con Ingrid Monacelli, figure e scene di Ada Mirabassi.
Il meraviglioso viaggio di una formica dalla sorgente di un fiume, che sgorga in montagna, vicino al suo formicaio, lungo tutto il corso di questa grande e trafficata via d’acqua, fino al mare. Lungo il percorso vivrà molte avventure, scoprirà se stesso e come affrontare le difficoltà, capirà come rapportarsi con forze grandissime in confronto a un animaletto piccolo come lei. E imparerà a rispettare la natura.

Prenotazione, quote singoli spettacoli e abbonamenti: 075 5725845

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