TERNI – «Non vogliamo commentare un negozio che chiude o la Ztl che apre per due ore. Rincorrere la lepre pensando che ci fa fare un po’ di brodo non ci interessa. Vogliamo arrivare ad un patto etico d’azione per il territorio. Che è un territorio che sta invecchiando da solo. Le famiglie spendono per far studiare i giovani che poi se ne vanno via e non tornano. Dobbiamo capire come immaginiamo la Terni del futuro, se come una grande Rsa o come una città dinamica capace di attrarre investitori». Detto ciò, il presidente della Confcommercio, Stefano Lupi, rappresenta un quadro drammatico: «Sul piano locale, le rilevazioni socio-economiche sono preoccupanti, come testimonia la classifica del Sole 24Ore sulla Qualità della vita, che vede Terni scivolare alla 62esima posizione su 107 province». Lupi fa riferimento anche alla recente indagine commissionata al Cresme da Confcommercio e Cna: «Evidenzia marcate fragilità in ambito regionale ancor più nella provincia di Terni, tali da pregiudicare ulteriormente le future dinamiche del commercio e dei servizi».

I dati più preoccupanti riguardano i trend demografici: tra il 2011 e il 2021 la provincia di Terni ha perso quasi 12mila abitanti (- 5,5%), registrando un indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia in rapporto ad una bassa quota di popolazione giovane. La suddivisione per età della popolazione è un fattore centrale nell’analisi delle prospettive e delle dinamiche di un territorio: una popolazione che progressivamente invecchia è il forte segnale di un declino socio-economico. Terni con 2,6 anziani per ogni giovane, si posiziona tra le peggiori province in Italia (Perugia si attesta intorno alla media nazionale con 2 anziani per ogni giovane). Significativo il dato 2021 relativo all’indice di solitudine, con cui si rilevano le persone sole in percentuale al totale dei nuclei famigliari: a Terni abbiamo una percentuale pari a 39 contro una media nazionale di 36,6. Indicatori significativi e di allarme sono quelli riferiti alla popolazione giovanile. Nel 2021, nonostante a Terni la scolarizzazione universitaria sia arrivata vicina al 38% (sesta provincia in Italia), il tasso di disoccupazione giovanile (riferito alla classe di età 25-34 anni) è ancora elevato, attestandosi nel 2022 al 13,7%, collocando il territorio al di sopra della media nazionale (11,4%) e di quella del centro Italia (9,6%), risultando pari a più del doppio rispetto alla media dei territori del nord Italia (6,4%). Le famiglie ternane investono soldi per far laureare i propri figli che poi, lasciano l’Umbria per le altre destinazioni. Chi resta ha difficoltà nel trovare un lavoro adeguato.
Per invertire le tendenze in atto Confcommercio suggerisce di impostare una strategia integrata di sviluppo: «Rilanciamo la proposta di una Conferenza Territoriale di Programma». L’idea è creare un tavolo di confronto tra i vari attori socio economici, che possa coinvolgere i grandi player industriali presenti sul territorio (Arvedi, Alcantara, Novamont-Eni, Acea, Italgas, Enel) «per la creazione di nuove ed innovative opportunità di business, coerenti con il modello di sviluppo territoriale». Lupi pensa al ruolo dell’Università e della formazione Secondaria Superiore, alla valorizzazione del turismo come uno dei potenziali driver di sviluppo del territorio. Obiettivo finale: il miglioramento dalla qualità urbana in una visione di sostenibilità. Tre le parole d’ordine: sviluppare, definire, generare cultura. «L’innovazione e l’organicità nella visione di città sono i punti primari che chiediamo ad una azione amministrativa. Pur apprezzando lo sforzo dell’ amministrazione comunale, nella definizione del Quadro di Valorizzazione del Centro Storico, il percorso partecipativo e di costruzione proposto, ci è sembrato inefficace. La partecipazione ed il partenariato pubblico/privato rappresentano l’unica strada per dare risposte ad una città in profondo cambiamento. La crescita della comunità deve prevedere la costruzione di una reale piattaforma: in cui condividere i dati riguardanti le politiche urbane, in cui i soggetti interessati possano interagire sulle proposte, valutarne gli impatti fornendo un proprio feed-back, lasciando poi alla politica le scelte.Chiediamo quindi all’ Amministrazione Comunale di Terni, di scegliere che le risorse stanziate a livello regionale per Agenda Urbana 2021-2027, siano finalizzate ad una adeguata strumentazione digitale di raccolta dati, analisi e interazione /partecipazione a disposizione anche dei cittadini. In tema di qualità e attrattività dello spazio urbano, diventa strategico pianificare nuovi spazi verdi, lavorare sulla riduzione delle isole di calore e migliorare la qualità del costruito in termini di efficienza energetica e vivibilità degli edifici. Per realizzare tali obiettivi è necessario intervenire in fretta ed in modo partecipato sul Regolamento edilizio».


