di Marco Brunacci
PERUGIA – Block notes verso le regionali.
1.Lo schema reso noto da Umbria7 ormai mesi fa, e che prevedeva 3 presidenti di Regione a Fdi (Abruzzo, Basilicata, Sardegna), 1 alla Lega (Umbria) e 1 a Forza Italia (Piemonte), negli Enti che andavano al voto nel 2024, si sta concretizzando, anche se tra tanta schiuma. La tempesta sembra vada a sedarsi e l’intesa negoziata dai leader del centrodestra, ormai mesi fa, sembra confermarsi. Quindi: Tesei ricandidata alla presidenza della giunta regionale dell’Umbria per il centrodestra unito. Salvo non prevedibili sconquassi.
2.Ma chi sarà il competitor? Il centrosinistra si segnala per idee chiare, ma troppe, in quasi tutti i principali centri della regione alle Comunali, invece per le Regionali tutti sembrano d’accordo. Tocca a Stefania Proietti, civica, equivicina a Pd e Cinquestelle, molto ben vista nel mondo cattolico, accreditata perfino di una via privilegiata in direzione Solomeo, da dove l’imprenditore umanista Cucinelli sarebbe pronto a benedirne l’ascesa.
Tutto questo fino a 24 ore fa. Adesso le cose cambiano di fronte alle dichiarazioni di Proietti che si dice tutta concentrata a concludere il ruolo di presidente della Provincia e pronta fin da ora ad assolvere agli importanti impegni come sindaco di Assisi, che la porteranno all’attenzione del mondo intero da qui al 2026.
Si sa, però, le dichiarazioni ufficiali in politica valgono per quel che valgono. Come spiegare questo apparente, presunto disimpegno? Proviamo.
a. Proietti continua nella tattica di giocare “a nascondino” per appalesarsi all’ultimo momento e contare su un sempre meno probabile effetto sorpresa.
b. Proietti ha preso atto che Tesei è in vantaggio e lei rischia di perdere il certo per l’incerto e non intende fare passi falsi, che comprometterebbero la sua carriera.
c. Proietti aspetta una convocazione ufficiale da parte di tutto il centrosinistra unito e tappeti rossi da percorrere.
Cosa succederà non si sa. In ogni caso lei resta la sorvegliata numero uno del centrodestra che in realtà la teme, soprattutto per i rapporti col mondo cattolico ma anche per la sua straordinaria capacità di non rispondere alle domande. Nessuno sa perché non paga la quota di partecipazione alla società di gestione dell’aeroporto, nonostante l’aeroporto sia il fondamentale vettore per la buona stagione turistica di Assisi.


