di Marco Brunacci
PERUGIA – Block notes di sinistra. Si è conclusa, come anticipato da Umbria7 subito dopo la riunione di martedì sera, la appassionante fiction che ruotava intorno alla candidatura della Ferdinandi a sindaco di Perugia del centrosinistra e alle relative dimissioni del segretario comunale del Pd, Cristofani.
Ebbene: è terminata con il lieto fine annunciato da Umbria7: Sauro Cristofani resta al suo posto, Vittoria Ferdinandi, considerata dall’area moderata del Pd una candidatura con una forte caratterizzazione di sinistra, protagonista com’è del volontariato laico, verrà annunciata non subito ma il 30 gennaio, dopo San Costanzo, come candidato sindaco a Perugia.
Perché è fondamentale l’annuncio posticipato?
Perché in questi pochi giorni ci sarà il tempo di definire una candidatura civica (nel senso di persona non iscritta al Pd) anche per le prossime elezioni regionali.
Il nome che ha fatto rincuorare Cristofani e tutti i moderati del Pd è quello di Stefania Proietti che, avendo appena dichiarato di NON volersi candidare in Regione, è nelle condizioni perfette per iniziare la sua corsa verso palazzo Donini.
Come detto da Umbria7, il 30 ci sarà solo l’indicazione della Ferdinandi, con Sauro Cristofani che la presenterà e magari anche con qualche entusiasmo. Ma insieme verrà illustrata la candidatura civica per la Regione. Ma non verrà fatto il nome della Proietti. Almeno questo si sa al momento.
Ora le obiezioni di area moderata si sprecano:
1.può fidarsi Cristofani (con i suoi moderati) di un impegno così generico da parte del resto del Pd? E se poi la candidatura civica annunciata non fosse la Proietti? E se non fosse neanche una candidatura riconducibile all’aree moderata, cattolica, insomma, non troppo a sinistra, per bilanciare la Ferdinandi?
2.Ma l’obiezione maggiore è questa qui: vale per il centrodestra come per il centrosinistra, le candidature a governatore le decidono le segreteria nazionali dei partiti. Il Pd potrebbe dare oggi anche un assenso di massima alla Proietti, ma magari per quando si vota, tra novembre e dicembre, cambia pure la segreteria del Pd o il clima o la politica o chissà che altro. E allora che fa il povero segretario Cristofani e l’area moderata che rappresenta?
In attesa di sciogliere i dubbi di cui sopra, qualche certezza: l’intesa è stata trovata, non sarà magari una grane intesa ma permette di partire al treno del centrosinistra contro la Scoccia.
Però il primo risultato dell’annuncio (posticipato) della Ferdinandi candidata è che il fronte cattolico (da Progetto a Perugia a Comunione e liberazione) va a compattarsi sulla candidatura Scoccia.
Ora se ne attendono altri, più positivi per il centrosinistra.
Mentre uno speciale applausometro stabilirà quanto entusiasmo metterà sulla candidatura Ferdinandi il segretario Cristofani, al momento della presentazione.


