Aurora Provantini
TERNI – In coda in piazza Clai. In coda sia per raggiungere la propria abitazione in area pedonale e parcheggiare l’auto in garage, sia per uscire dall’autorimessa e andare a lavoro. La nuova viabilità, introdotta giovedì primo febbraio con la chiusura di via Sant’Agape – necessaria a fare spazio alla grossa gru in arrivo nel cantiere del Verdi (a fine mese) – “illogica” per i residenti e per quei pochi commercianti rimasti in zona. L ’accesso al quartiere residenziale solo da via Castello con un unico senso si marcia. Ad un certo punto ci si imbatte in una nuova area di cantiere aperta lunedì 5 tra via dei Chiodaioli e via San Procolo. Niente a che vedere con l’area di cantiere del Verdi. Ma ingombrante abbastanza da impedire il passaggio dei mezzi Asm e dei furgoni per il carico e scarico delle merci. A creare ingorghi e disagi, isnsomma. «Non si capisce perché i disagi debbano essere imposti tutti insieme. La pavimentazione, ad esempio, poteva essere sistemata molto prima. A dicembre – segnala Elisabetta Liurni – il Comune è intervenuto su una porzione di strada e poi si è fermato. La concomitanza della nuova viabilità con i lavori di pavimentazione mi sembra poco ragionevole». E poi c’è la perplessità per la chiusura «anticipata» di via Sant’Agape: «Se chiudono giovedì ti aspetti che la gru arrivi di venerdì – dice la signora Giuliana M. – invece qui arrivano operai sempre diversi a fare poco e niente. Ieri hanno buttato un po’ di cemento sul marciapiede di fronte all’ Eurospin perché le pedane dei tir che gli consegnano i prodotti non c’entravano nel tratto che il Comune aveva lasciato all’attività commerciale. Infatti il primo giorno ha messo la recinzione in un modo e il giorno dopo in un altro».
Umbria7 aveva dato anche la notizia della rimozione della segnaletica: rinnovata il 29 gennaio e tolta il 2 febbraio. Intanto parte sia la petizione che il ricorso.






