Al Secci per celebrare la forza dirompente dei sentimenti con il Premio San Valentino “Un gesto d’amore”

Il 13 febbraio in scena lo spettacolo, il regista Folco Napolini: «L’edera e la quercia sono un’artificio metaforico, collegate tra loro dalla speranza che l’amore possa sempre avere la meglio»

El. Cec.

TERNI – 33esima edizione di un’evento ormai consolidato nel comprensorio ternano, che assegna un riconoscimento a chi si spende la propria vita per gli altri, a chi lotta per una causa, a chi traduce l’amore in gesti quotidiani concreti e tangibili. Si tratta del Premio San Valentino “Un gesto d’amore” che per il 2024 assegnerà un nuovo riconoscimento e ha organizzato anche uno spettacolo teatrale, intitolato “Odi et amo Re” che andrà in scena il 13 febbraio alle ore 19 al teatro Secci di Terni, per la regia di Folco Napolini. Nell’ambito della rappresentazione teatrale sarà effettuata una raccolta fondi per Flavia – bambina ternana affetta da deficit Ugdh – dall’Associazione Insieme per Terni con Cuori di San Valentino e donazioni. 

Il regista racconta la trama dello spettacolo e ciò che vuole trasmettere tramite l’opera: «Lo spettacolo è rivolto ai giovani e ai meno giovani, e per la prima volta, non prevede il solito canovaccio perché c’è anche una dj, un violino elettronico, elementi che fanno capire che è uno spettacolo più attuale, dove si mescola il classico, rappresentato dai testi di Andrea Giuli e dalla musica elettronica. Da sfondo l’allegoria tra l’edera, che è l’odio e la quercia che è l’amore. Dentro la colonna sonora fatta da Isa Iaquinta e Andrea Casta a cui si inseriscono le riflessioni che fanno l’edera e la quercia. Con Luca Capuano e Isabel Russinova. Il dialogo è una schermaglia tra due soggetti naturalmente simbolici che personificano in modo dialettico l’amore, intenso nel senso più ampio. Non è una personificazione ma un’artificio metaforico e di trasposizione favolistica, come se parlassero due entità.  Nel dialogo i piani a volte si confondono, così come si mescola il tono alto e poetico e quello colloquiale. Dipende dal punto di vista con cui si vedono le cose. Sono due facce diverse della medaglia, con la speranza che l’amore possa avere la meglio».

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