C’è chi vuole Tagliavento in giunta e chi Filippetti nei Cinque Stelle

La crisi istituzionale e politica aperta dalle dimissioni di Bandecchi potrebbe portare ad ulteriori clamorose novità

TERNI – Stefano Bandecchi sarebbe pronto a stendere il tappeto rosso a Paolo Tagliavento per farlo entrare in giunta. Sempre che il sindaco decida di ritirare le proprie dimissioni.
Anche i Cinque Stelle hanno pronto il tappeto rosso. Ma per fare entrare nel loro movimento Lorenzo Filippetti, freschissimo di dimissioni da coordinatore provinciale di Alternativa Popolare, il partito di Bandecchi.
Le dimissioni terremoto di Bandecchi dalla carica di sindaco rischiano di rimescolare profondamente la politica ternana. Con clamorose novità.
Se Stefano Bandecchi deciderà di restare, darà luogo ad un rimpasto di giunta e Paolo Tagliavento sarebbe uno dei nuovi ingressi. Il rapporto tra Bandecchi e l’ex arbitro internazionale è solido e va avanti dalla gestione della Ternana. Difficile ipotizzare che Tagliavento vada a prendere il posto del vice sindaco Corridore. Nonostante alcuni rumors e alcune critiche di Bandecchi alla gestione di Riccardo Corridore, il legame tra i due è di vecchia data e Bandecchi ha risposto di no a tutti quelli che gli hanno chiesto la testa di Corridore. Assumendo una posizione netta.
Per certi aspetti ancora più clamorosa la dichiarazione di amore del Movimento Cinque Stelle nei confronti di Filippetti, l’ ex Dem passato un anno fa con Bandecchi e ora arrivato al capolinea.
«Apprendiamo delle dimissioni di Lorenzo Filippetti – scrivono i big dei Cinque Stelle, Thomas De Luca, Claudio Fiorelli, Luca Simonetti e Fabio Moscioni – dal ruolo di coordinatore provinciale di Alternativa Popolare, una scelta che comprendiamo, fatta da una persona di grande valore, conosciuta e benvoluta che con la sua famiglia appartiene al tessuto sano di questa città da decenni. Ben distante nei modi e nello stile da personaggi comparsi dal nulla che oggi stanno dividendo la nostra comunità con atteggiamenti violenti, volgari e a tratti sempre più patetici. Trasformando costantemente il dibattito politico in una commedia di Mario Merola. Una commedia che vede come ultimo atto di un gruppo che perde pezzi, nonostante le rassicurazioni del vice sindaco, la sottoscrizione di una lettera umiliante da parte di quei consiglieri comunali e assessori letteralmente presi a pesci in faccia da un leader politico inaffidabile, un soggetto che presto li lascerà soli tra l’inimicizia e l’odio seminato a Terni, di cui solo loro si faranno carico quando tutto sarà finito. Ribadiamo la nostra stima in Lorenzo Filippetti, una persona di valore il cui contributo per questa città resta fondamentale e che siamo certi continuerà il suo percorso a testa alta e con la spina dorsale dritta, così come ha sempre fatto in questa terra dove è nato. Per noi Lorenzo sarà sempre un interlocutore gradito, anche per costruire la Terni di domani».

In fiamme il garage di una villetta in via dei Colli

«Perugia? Una città ancora più green». Il piano Scoccia, tra alberi in periferia e piano marciapiedi