San Valentino, la Fontana è spenta, il sindaco è dimissionario ma alla città dell’ amore batte il cuore

Festa del Patrono con tante incertezze e tanta gente in piazza

TERNI – Sarà il tempo mite e il sole, ma le tre piazze di Aymonino – Solferino, Europa e della  Repubblica – sono piene. Tanti ternani. Tanti bambini a godersi gli allestimenti fantasmagorici di Alice nel paese delle Meraviglie tra funghi e carte da gioco, e tante coppie di innamorati a passeggio tra torte di marzapane e cuori di luce. Usciti dalle piazze festanti, la musica cambia. Anzi, si spegne. A Palazzo Spada il sindaco è dimissionario.  Quasi sicuramente ritirerà le sue dimissioni al termine dei venti giorni ma Terni senza primo cittadino – vista anche la notorietà mediatica di Stefano Bandecchi – ha fatto il giro d’Italia. Il Comune è senza rappresentanza come si è visto in questi giorni in più di un’occasione. Lo spettro del commissario è improbabile ma comunque possibile. Le lotte intestine in Ap occupano il dibattito.

A piazza Tacito la musica è ancora più deprimente. La Fontana monumentale dello Zodiaco,  costata due milioni di euro e dieci anni di lavori è di nuovo spenta. Il cantiere per la manutenzione ordinaria di Asm e per la  riverniciatura delle parti metalliche – dopo appena due anni in pessime condizioni – è stato inaugurato il 15 gennaio ed è stato sospeso per volontà del Comune sei giorni dopo. Dal 22 gennaio non s’è visto mezzo operaio dentro il catino e non ci sono comunicazioni ufficiali su come il Comune intenda procedere: se affidando sabbiatura e verniciatura del castello ad una ditta specializzata o andare a gara, anche se l’importo non dovrebbe superare i 140mila euro.  Altra piazza  davvero malconcia è quella del Mercato, a ridosso di corso Tacito. Il cantiere per la realizzazione del grande supermercato e quindi per la riqualificazione dell’area non è mai partito nonostante gli annunci di un anno fa: al momento è  un parcheggio di auto contornato da tante saracinesche abbassate.

Poi c’è piazza Clai. Lì si sta intervenendo per ripristinare la pavimentazione di pregio. E lì  si è anche risolto il problema delle soste selvagge posizionando dei dissuasori, quei new jersey in plastica bianchi e rossi che si utilizzano per delimitare un’area di cantiere,  dove prima la gente parcheggiava abusivamente. Tutto dopo l’ordinanza di chiusura di via Sant’Agape, il primo febbraio, per fare spazio alla grossa gru che accompagnerà i lavori di demolizione e ricostruzione del teatro comunale, sono arrivate le transenne.  La gru ancora no, ma la strada è stata chiusa lo stesso. Perché? Perché sì. Ed è stato istituito, per coloro che abitano oltre via Sant’Agape, il senso unico di marcia nella direzione Comune Vecchio, Tre archi, Piazza Clai, Chiodaioli, Manni, Ospedale, San Nicandro.

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